Per qualche ora Shanghai ha aggirato la censura facendole il verso

La notte di giovedì gli utenti di Weibo sono riusciti a tenere in piedi alcune delle critiche più antigovernative degli ultimi anni, dando sfogo alla rabbia e alle lamentele per quattro ore, senza che in quel lasso di tempo la propaganda riuscisse a intervenire
16 APR 22
Ultimo aggiornamento: 04:00
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Roma. Gli utenti del web cinese sono noti per la loro grande abilità ad aggirare il Great Firewall, la censura, nonostante il lavoro dei censori e le norme sul cyberspazio siano sempre più stringenti. Ma a causa delle ondate di proteste degli ultimi giorni a Shanghai, sui social e per le strade, mettere a tacere il dissenso dei cittadini sta diventando incredibilmente complicato. I 25 milioni di abitanti del principale centro finanziario della Cina sono in lockdown da quasi un mese, e a causa della carenza di cibo e delle restrizioni draconiane sono sempre più insofferenti. La notte di giovedì gli utenti di Weibo, il principale social network cinese, sono riusciti a tenere in piedi alcune delle critiche più antigovernative degli ultimi anni, dando sfogo alla rabbia e alle lamentele per quattro ore, senza che in quel lasso di tempo la censura riuscisse a intervenire.
Com’è stato possibile? Semplice, hanno utilizzato l’hashtag più amato dalla propaganda: quello contro l’America. Gli utenti cinesi, stanchi dei tentativi del Partito di sfuggire alle critiche concentrando l’opinione pubblica su quanto siano cattivi gli Stati Uniti, hanno preso l’hashtag: “Sono gli Stati Uniti il paese con il più grande deficit di diritti umani” e lo hanno reso proprio. In pochi minuti è diventato virale, salendo in cima alla classifica degli argomenti più popolari – che di solito vengono sempre approvati dalle autorità – sfuggendo alla macchina della propaganda. Alcuni hanno utilizzato “Call me by your name” (anche lui censurato poco dopo) per riferirsi alla strategia della propaganda cinese di criticare gli Stati Uniti ogni qualvolta succeda qualcosa che non va in Cina. “Sì, sigilliamo le porte delle persone, uccidiamo gli animali domestici, sprechiamo risorse sanitarie per far sì che i pazienti con necessità più urgenti non vengano curati, ma il nostro numero di morti è zero!”, si legge insieme ad “alta età pensionabile, cultura del 996 (lavorare dalle 9 di mattina alle 9 di sera per sei giorni alla settimana), i prezzi delle case sono alle stelle così come i tassi di interesse, i redditi sono bassissimi: sì, è la Cina il paese con con il maggior rispetto per i diritti umani!”, e poi commenti senza mezzi termini come: “La Cina è il paese con più limitazioni dei diritti umani e più autoritario al mondo”.