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reportage

Dispacci dal fronte ucraino. Il racconto del Foglio

Redazione

Lo stato del conflitto tra Ucraina e Russia con aggiornamenti raccolti dai nostri inviati sul campo. Qui tutte le puntate

 

Dall'arrivo nell'Ucraina già invasa dai tank russi alle prime testimonianze raccolte sul campo. Il Foglio segue l'evolversi della guerra con la Russia attraverso il racconto dei suoi inviati. Che giornalmente descrivono il progressivo avanzamento del conflitto, oramai diffuso in tutto il paese. Daniele Raineri aveva raccontato qui la fuga da Kyiv, con migliaia di ucraini che cercavano l'esodo in auto verso ovest. Arrivato a Kyiv, c'era stata la corrispondenza da una capitale spettrale, quando "si finisce nel mezzo del coprifuoco totale ordinato dal governo ucraino". E dove, nel silenzio assoluto, si ascoltano solo colpi di artiglieria, "che non sono vicini ma nemmeno lontani".

Qui, invece, Cecilia Sala ha raccontato la situazione a Bucha, 45 minuti a nord-ovest dalla capitale, dove va in scena "il più intenso dei combattimenti per respingere l’avanzata dei russi su Kyiv nella quarta giornata di guerra dall’inizio dell’invasione e in questo momento si tratta del fronte che ci preoccupa di più”, come raccontato al Foglio da un colonnello della Difesa ucraina. È anche (e soprattutto) da queste battaglie che passa la resistenza ucraina all'avanzata russa. Un osservatorio per capire qual è lo stato dell'arte. “I russi sono frustrati e anche un po’ storditi. Sono più di noi, hanno più tecnologia e hanno fatto più pratica, ma anche oggi non sono riusciti ad avanzare", ha raccontato sempre al Foglio una fonte presente a Bucha. "Se andiamo avanti così, li tiriamo scemi. Qui non si fanno previsioni, si spara e si prega, però un primo risultato lo abbiamo già raggiunto: l’inizio di una guerra è importante soprattutto per il fattore psicologico. Noi abbiamo dimostrato di essere più forti di quanto  tutti si aspettassero, e loro più deboli del previsto. Gli abbiamo fatto saltare i piani, e avere il nemico confuso e stupito è già un vantaggio”. 

E per dire dell'assoluta negazione a rassegnarsi da parte dell'esercito ucraino, c'è la testimonianza dell'ex uomo delle forze speciali locali. Secondo cui, come raccontato al nostro giornale, "i soldati russi non cammineranno mai per le nostre strade. Non adesso, non fra un anno. Gli tagliamo la gola. Li aspettiamo. Noi siamo ucraini, non li lasceremo fare. Quando fa buio entreremo nelle loro basi e taglieremo le loro gole. E come me la pensano tutti i miei ex commilitoni che erano nelle forze speciali assieme a me".  

 

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