Come foglie d’autunno, pere marce o meteoriti, cadono gli dei attorno a noi comuni mortali che di loro ci crediamo migliori, se non altro per essere ancora vivi, per non avere volato così in alto da dover cadere tanto in basso. Cadono gli dei sanguinari ma anche quelli che il sangue hanno in orrore, cadono gli dei romantici, quelli buffi e quelli che pensavano che mai sarebbero caduti, e ci fanno ridere, un pochino, quando dobbiamo sfangare la giornata e l’immagine di un potente che all’improvviso scoppia fa piacere.