Quasi tutti gli iraniani, compresi i grandi ayatollah, sono versati nell’arte del “tarof”, quell’insieme di cortesie esagerate che da duemila anni tiene insieme la loro società. Dire di sì quando si pensa no, fare offerte con la speranza che vengano rifiutate ed essere possibilisti, diplomatici ed evasivi pure nelle circostanze più difficili. Ieri alla preghiera del venerdì gli iraniani hanno avuto una conferma che questa non è una delle qualità dell’ayatollah Ahmad Khatami.