Oltrepassata la soglia dei vent’anni ogni ragazza iraniana sa che l’orologio matrimoniale inizierà a ticchettare. I vicini ti guarderanno con occhi nuovi e le zie si riuniranno in segreti conciliaboli. Inizialmente con discrezione e poi con crescente e ostinata sollecitudine (i consulti diventeranno frenetici perché la ricerca del ragazzo giusto è un lotta contro il tempo: arriva sempre il momento in cui la fresca candidata si trasforma in una “dokhtar torshideh”, una zitella, letteralmente un sottaceto e, a quel punto, non c’è più niente da fare) le amiche di tua madre vorranno presentarti nipoti, cugini di secondo grado o figli dei loro vicini e il tutto avverrà secondo un infallibile algoritmo che misura fascino, grado di istruzione e compatibilità tra le famiglie.