In Iran non c’è niente di neutrale. La bomba, l’uranio arricchito al 20 per cento, le sanzioni, l’occidente colpevole e gli anniversari. Il regime crede di poter tirare i fili come vuole. Teheran strilla per bocca di Ali Khamenei e Mahmoud Ahmadinejad e poi, secondo uno dei suoi schemi più rodati, affida una parziale smentita a un suo funzionario, concedendo che l’accordo di Ginevra può ancora essere salvato. Ma a Washington anche l’Amministrazione che più di ogni altra “si è fatta in quattro” per dialogare con l’Iran riconosce che il dialogo non ha dato frutti.