E se la finissero, una buona volta? Se mettessero fine a questo strazio umano e culinario, un trionfo di cattivi umori e di carpaccio, e va tutto bene e va tutto male, e comunicazioni urgenti e cose risapute – e uno mostra il muso e l’altro fa vedere il grugno, e S. non capisce e G. è un ingrato… E ogni quindici giorni ci si rivede senza poter dire “piacere”, ci si sfancula, si gioca a fare i duri, e ricomincia a correre Bocchino, e s’avventura perigliosamente Quagliariello, tutto uno schierare di trombe e truppe, pure trombette e truppette, un parapiglia che si scontorce persino il riporto al ministro Ronchi.