E adesso, povero Nichi, tocca a te. Come un Berlusconi del Tavoliere, come un D’Alema al timone dell’Ikarus, come un Napolitano che trama il golpe. Tu che facevi il poeta e il comunista, il comunista ma pure il cristiano, Berlinguer e don Tonino, Pasolini e antico bracciantato – tutto un tremore e tutto un sussulto, “siamo belli perché siamo pieni di difetti, perché siamo fragili, perché ci tremano le gambe… perché abbiamo bisogno d’amore, per questo siamo belli”. Lo stesso tocca a te, povero e fragile (bello, mah…) Nichi – magari ti tremeranno le gambe davvero, anzi: vorranno davvero farti tremare le gambe.