Prospero Gallinari è morto a sessantadue anni senza un’ombra di pentimento. Contadino di Reggio Emilia, figlio robusto di braccianti poverissimi (“Prospero forte come due uomini”, diceva il padre alludendo alla sua complessione), “un autentico figlio del comunismo italiano”, dice ora di lui Lanfranco Pace, ex di Potere Operaio con lontani rapporti di consuetudine nel paesaggio brigatista. Pace conosce Prospero quando l’ex figicciotto è già divenuto “Gallo”, un capo br fatto e finito, protagonista del rapimento di Aldo Moro. “Lo vidi in piena notte sotto casa mia – racconta Pace – poco dopo l’uccisione del presidente della Dc, mi aspettava con altre persone: ‘Ti dobbiamo parlare’.