Le donne al Quirinale, certo, meglio ancora se Emma Bonino (altrimenti Pannella chi lo trattiene più dalle sue devastazioni) o Laura Boldrini, in omaggio all’umanitarismo apolide dallo sguardo equoreo; ma ci sono pure le ministre Paola Severino e Annamaria Cancellieri, la post comunista Anna Finocchiaro e chissà chi altre. Quanto agli uomini, ai quirinabili emeriti o a quelli per vocazione, per concessione d’una seconda possibilità, per calcolo strategico, per volontà di pacificazione nazionale o per diritto alla vendetta di parte, per meriti o demeriti artistici, per plebiscito presuntivo o per mancanza di alternative: a volerne qui censire nomi e cognomi si finirebbe nelle pagine interne, e non è il caso.