Prima di tutto loro sono skinheads, oppure rude boys o anche hard mods, poi anche il resto. Questo “resto” a volte si tinge di politica e diventa puro combustibile rovesciato sopra i nervi di una sottocultura che nasce già di suo esulcerata e fiera. Può essere questo lo schema per comprendere l’infausto omicidio del giovanissimo bretone Clément Méric, a Parigi, vittima disgraziata di una rissa fra consanguinei politicizzati, tra antifà e nationalistes in boots e Ben Sherman. Il mariage pour tous c’entra e non c’entra, ma rischia di essere un ultimo cazzotto, perfino strumentale, su quel maledetto corpo a corpo parigino. Meotti Goodhart, un liberal inglese contro il “laissez faire multiculti”