Viva "The Chicken Connoisseur", il recensore di junk food che ci salva dall'alimentarmente corretto

Elijah Quashie ha ventitré anni – anche se ne dimostra tredici – ed è il fortunato protagonista di “The Pengest Munch”, il suo “programma” di recensioni dei migliori (o peggiori) negozi di pollo fritto di Londra su Youtube.

The Chicken Connoisseur

The Chicken Connoisseur (foto via YouTube)

In questi tempi moderni basta mangiare pollo per diventare famosi? Quasi. Elijah Quashie ha ventitré anni – anche se ne dimostra tredici – ed è il fortunato protagonista di “The Pengest Munch”, il suo “programma” di recensioni dei migliori (o peggiori) negozi di pollo fritto di Londra su Youtube. “The Chicken Connoisseur”, così si fa chiamare, gira con i suoi amici per i più squallidi take away della capitale britannica dando un voto ad alette, hamburger, patatine, bevande e valutando il rapporto qualità/prezzo. Quella che pare una divisa scolastica è in realtà l’abito con cui va a messa, dice. L’ispirazione, racconta, gli è venuta “dal tizio pelato di Masterchef UK”, Gregg Wallace. Solo che, a differenza dei giudici stellati, invece di decretare il successo o il fallimento di manicaretti presentati da aspiranti chef, lui giudica il junk food.

Gira tutta la capitale in metro, dal centro a Finsbury Park, da Shoreditch a Tottenham, suo quartiere natale, da Edgware Road a Woodside Park. Obiettivo delle recensioni è trovare “il morso perfetto”, con la minima spesa e la massima resa. Il primo video, caricato oltre un anno fa, in cui recensiva il locale “Taste of Tennessee” è diventato virale solo negli ultimi giorni, raccogliendo oltre un milione di visualizzazioni. Fino a settimana scorsa ogni episodio aveva solo un centinaio di clic, e la sua pagina aveva appena 150 iscritti. Miracoli del web, in cui vecchi video riemersi possono portarti alla fama o alla rovina.

Oggi ha collezionato, con sole sette recensioni, sette milioni di visualizzazioni. Ora che il fenomeno è diventato virale anche i media tradizionali si sono occupati di lui, dal pomposo Guardian all’istituzionale BBC. Quashie, un ex commesso di scarpe da ginnastica che sfodera con orgoglio in ogni video, potrebbe essere al punto di svolta nella sua vita e i video nati per scherzo potrebbero fargli incassare qualche sponsorizzazione.

Il punto di forza del Chicken Connoisseur è la sua ironia: nella sua ricerca del “morso perfetto” scherza e ha una capacità di stare di fronte alla telecamera da attore consumato. Proprio il suo prendersi sul serio ha in sé una carica comica straordinaria: stiamo parlando di un ragazzo che sta creando una guida Michelin sui peggiori “ristoranti” di Londra. Ha iniziato perché “non c’era nessuno che facesse da guida a chi mangia nei chicken shop”. Ora sta ridando dignità a panini che costano meno di £ 2,50. Senza esagerare: non gira più di una o due recensioni a settimana e durante gli altri giorni segue una dieta equilibrata.

Il ribaltamento della realtà operato dal Chicken Connoisseur è anche cartina di tornasole e sberleffo degli eccessi della cucina moderna, tra bacche di goji e sale dell’Himalaya, slow food e fruttariani, gelati al salmone e chilometro zero. Applicando gli stili comunicativi e i criteri di giudizio dei tele-chef al junk food, Quashie livella tutto, dando voti da Torquemada e decidendo il fato di negozi con le vetrine unte e le seggiole di plastica. Difficile portarli alla rovina (peggio di così), ma buone recensioni dal Connoisseur danno una notevole pubblicità a piccoli negozi che non si trovano nemmeno su Tripadvisor. Le patatine devono essere rigorosamente croccanti, il filetto succoso, con un contorno ben equilibrato nel panino, le alette di pollo piccanti al punto giusto.

“The Pengest Munch” ci riporta con i piedi per terra, raccontando in modo divertente una cucina unta ma accessibile a tutti, lontana dagli eccessi e dalle mode del momento, ma vicina alla maggior parte della popolazione.  Uno schiaffo, anche, al salutismo di stato che prende sempre più piede nel Regno Unito.

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Commenti all'articolo

  • admin

    19 Dicembre 2016 - 09:09

    Il potere dell'inventiva e dell'immaginazione del popolo del Regno Unito. Come fa un popolo con una tradizione così solida ad essere così forte nel mettere in atto il suo bagaglio immaginativo? Da noi i progetti falliscono subito allo stadio di concepimento delle idee dove il minimo scontro con una parvenza di eccentricità le fa cadere nella polvere dell'impossibile, e purtroppo mi riferisco alle idee che scaturiscono dalle menti dei giovani. Ma forse é proprio una tradizione solida che rende possibile uno slancio in avanti con una certa dose di determinazione. Alcuni dei paesi più progressisti sono monarchie costituzionali, se non sbaglio. Noi abbiamo la "Cultura classica", e ne abbiamo molta, ma non mi sembra che il nostro popolo riesca a trarne chissà quale energia vitale. Tutt'altro.

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  • guido.valota

    18 Dicembre 2016 - 23:11

    Che non gli venga in mente di farlo anche in Italia, pena la sollevazione generale di sindacati e associazioni di categoria.

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