Manifesto per la nuova sinistra di governo

Il rischio estinzione del progressismo esiste ovunque e anche l’Italia deve fare i conti con una emergenza democratica mondiale. Appunti per una nuova sinistra di governo del capo staff del presidente del Consiglio

Manifesto per la nuova sinistra di governo

Foto LaPresse

C’è un racconto di Borges che bene descrive la situazione della sinistra. Il protagonista è Asterione, un tizio sdegnoso che sta sempre chiuso in casa. Una casa bellissima, s’intende, piena di ricordi, dalla forma bizzarra di labirinto. Una casa sempre aperta, la porta non ha serratura, può entrarci chiunque e Asterione se ne fa vanto. Però non entra nessuno. E lui non ne esce. Mai.    La situazione della sinistra, dopo diciassette anni di secolo nuovo, è più o meno...

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  • pietro.parodi2

    12 Ottobre 2017 - 21:09

    1° Parte Articolo eccellente. Interessante, colto, ben scritto, analisi impeccabile, ottimi riferimenti, etc. etc. Ma il problema è il titolo, che ci lascerebbe sperare la presentazione di alcune proposte. Invece si arriva alla fine e, come dicono gli anglosassoni, ci si chiede "Where's the Beef?" Non sarà che il problema della sinistra è insolubile perché la socialdemocrazia funziona solo in tempi di vacche grasse e esigenze contenute? Non è che si debba realizzare che nei paesi Occidentali non si può produrre abbastanza valore aggiunto per soddisfare le esigenze da middle class (di OGGI, e NON degli anni '60) di TUTTI mentre anche i paesi emergenti da tempo hanno stabilito che non vogliono più tirar la cinghia a favore dei consumi degli operai dei Paesi ricchi?

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  • pietro.parodi2

    12 Ottobre 2017 - 21:09

    2° Parte Purtroppo la sinistra ragionevole non sa come occuparsi dei left behind della globalizzazione né è più in grado di svolgere nei loro confronti la funzione pedagogica che svolgeva qualche decennio fa. Peccato che ci sia la peggior feccia politica, dai grillini ai lepenisti (quelli nostrani compresi), alla sinistra lunatic-fringe che è ben contenta di occuparsene seminando illusioni pericolose sul genere di quelle che hanno fatto vincere Trump e la Brexit e che rischiavano per mandare Marine le Pen all'Eliseo. Nel frattempo, una modesta proposta. Non è che potremmo fare una leggina per rimandare di un paio d'anni le elezioni e tenerci Gentiloni, che continua a sembrare il minore dei mali?

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    12 Ottobre 2017 - 20:08

    Al direttore -Antonio Funiciello. Analisi da incorniciare. Ma le soluzioni "di pensiero" proposte, pur giuste in sé, una riconsiderazione in chiave attuale di un'antitesi secolare, cristallizzata in categorie, sono irrealizzabili nei tempi molto brevi in cui è obbligata a muoversi la politica attuale e, per l’immane macigno di interessi terreni consolidatosi nel tempo. Tutte le energie, di tutte le parti, sono impegnate a difendere quest'ultimi. Il nodo è culturale e in quanto tale, richiede tempi generazionali per essere sciolto. Ovvio, doveroso sia opportuno parlarne e riparlarne. Basta aver presente che uno zoppo oggi, non può mettersi a correre dopodomani. Il solo metodo efficace, ammesso ci sia la determinazione, la perseveranza e la forza d’animo necessarie per adottarlo, è quello del “gutta cavat lapidem” Parlarne e riparlarne.

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