Il Pd prova a velocizzare la legge di Bilancio, ma Lega e M5s non ne vogliono sapere

Per il partito di Renzi bisogna fare "il più presto possibile", ma per la Lega il governo "deve eliminare le marchette pre-elettorali". I grillini: "Legge di bilancio sbagliata, voteremo contro"

Manovra in aula domani, secco no di Lega e M5s: "Scongeliamo Renzi"

Il Senato della Repubblica (foto La Presse)

Manovra in Aula già domani sera perché bisogna fare “il più presto possibile”. Il capogruppo Pd in commissione Bilancio al Senato, Giorgio Santini, invita ad accelerare i tempi spiegando che “se non ci saranno emendamenti basterà un voto”: l'obiettivo è il “passaggio più rapido” del testo di fatto uguale a quello approvato dalla Camera. A ogni modo “è escluso che la manovra si riapra”. Insomma, si punta a un ok veloce alla legge di Bilancio all'esame di Palazzo Madama dopo che Matteo Renzi ha accettato di congelare le proprie dimissioni proprio per completare il lavoro.

 

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L'idea, comunque, non incontra unanime consenso. Per la Lega “non ci sono le basi per l'approvazione rapida della legge di Bilancio al Senato a meno che il governo non elimini immediatamente tutte le marchette pre-elettorali inserite prima del voto di domenica. Non vogliamo prolungare l'agonia per ripagare gli endorsement ricevuti da Renzi in campagna elettorale”, spiegano in una nota i capigruppo di Camera e Senato Massimiliano Fedriga e Gian Marco Centinaio.

 

Sulla stessa linea il M5s: “Se venisse confermato che il testo sarà blindato, o che si metta addirittura la fiducia per approvarla nel più breve tempo possibile, allora scongeliamo al più presto Renzi, anzi favoriamo il suo scongelamento”, ha detto il senatore grillino Vito Crimi, che poi ha chiarito: “Non voteremo la fiducia: voteremo contro perché la legge di bilancio per noi è sbagliata, ma non faremo ostruzionismo”.

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Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    06 Dicembre 2016 - 22:10

    Passerà, così com'è. Giannini da Floris, svagella, perentorio: "Gli italiani vogliono votare!!!", populismo puro. Travaglio non va oltre il dire: "Tutta colpa di Renzi". Bersani dice: "Ma ci rendiamo conto cosa sarebbe accaduto se vinceva il SI?" L'insieme del NO è già alla guerra civile al suo interno. Bersani insiste: "Come diceva la carta dei valori dell'Ulivo" Prodi ha dichiarato: "Un prete non torna nella sua ex parrocchia, neppure per confessare". Si saltabecca sui argomenti disparati, sempre ciascuno tira l'acqua dalla sua. Non emerge alcuna proposta, solo chiacchiere. Avanspettacolo da teatrino itinerante nelle periferie. Viene da dire, prorompe un sonoro: "A da venì Baffone". Travaglio & Co, a pulire i cessi della redazione della Pravda, visione che renderebbe sopportabile la perdita della libertà.

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