Trump insiste: a Charlottesville le colpe sono sia di alt right sia di alt left

Il presidente parla delle responsabilità di Black Lives Matter nelle violenze di sabato scorso. E il leader storico del Ku Klux Klan lo ringrazia

Trump insiste: a Charlottesville le colpe sono sia di alt right sia di alt left

Donald Trump (foto LaPresse)

Dopo avere ceduto alla richiesta di condannare in modo esplicito i suprematisti bianchi, il presidente americano Donald Trump è tornato alla sua posizione iniziale sui fatti di Charlottesville, e ha accusato "entrambe le parti" per le violenze di sabato scorso, costate la vita a un'attivista 32enne, Heather Heyer. Parlando ieri con i giornalisti a New York, il presidente americano ha detto: "Da una parte c'era un gruppo che era molto aggressivo e dall'altra un gruppo che era molto violento". "Parlate tanto di alt right... e allora l'alt left, che è venuta a fare accuse impugnando i bastoni?".  Trump si è poi difeso dall'accusa di avere tardato a condannare in modo esplicito i suprematisti bianchi, neonazisti e Ku Klux Klan, citati nella dichiarazione diffusa lunedì, due giorni dopo i fatti in Virginia. "Volevo essere sicuro che quello che dicevo fosse corretto", si è giustificato, non rinunciando all'ennesima battuta polemica nei confronti dei media: "A differenza dei giornalisti non si fanno dichiarazioni fino a quando non conosci i fatti".

 

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Dopo le parole di Trump, il presidente del più importante sindacato americano si è dimesso da consigliere della Casa Bianca. "Non possiamo sedere in un Consiglio con un presidente che tollera il settarismo e il terrorismo nazionale", ha detto Richard Trumka, numero uno del sindacato AFL-CIO. Trumka faceva parte nel consiglio nominato dall'Amministrazione Trump e che si occupa dei temi industriali ed economici.

 

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D'altra parte, i rappresentanti della destra più estrema hanno espresso soddisfazione per il nuovo intervento del presidente, che invece lunedì aveva definito "ripugnanti" i movimenti xenofobi. David Duke, leader storico del Ku Klux Klan nonché suprematista bianco e negazionista dell'Olocausto ha ringraziato Trump "per la sua onestà e il suo coraggio e per aver detto la verità su Charlottesville condannando i terroristi di sinistra del movimento 'Black lives matter'".  Duke aveva reagito duramente alle parole pronunciate da Trump due giorni dopo gli scontri, quando il presidente americano aveva accusato apertamente l'estrema destra americana, i nazisti e i suprematisti bianchi: "Criticando la alt right e non parlando del movimento 'Black Lives Matter' e di quello antifascista gli si dà il permesso di distruggere - aveva detto Duke - così comincia il terrore rosso".

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    16 Agosto 2017 - 16:04

    Dalla fine della guerra di seccessione americana molti governatori uffici pubblici e privati cittadini hanno per oltre un secolo appassionatamente sventolato la bandiera confederata è stato ilgoverno telebano di Obama a proibire l'esibizione di quel simbolo.

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  • gianni.rapetti

    16 Agosto 2017 - 16:04

    Quando il dito di Trump indica la luna, gli "intelligenti a prescindere" guardano il dito. Anzi, i capelli.

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  • guido.valota

    16 Agosto 2017 - 14:02

    Esattamente come quell'orologio rotto, stavolta ha ragione il pagliaccio coi capelli arancioni. L'abbattimento del monumento al generale Lee è la più tipica e stupida delle provocazioni. Se anche fosse o diventasse un simbolo per i neo nazi, è sempre meglio lasciare agli estremisti qualche inoffensiva valvola di sfogo simbolica attorno alla quale indentificarsi - e diventare quindi identificabili. E poi, mai chiudere le bestie feroci nelll'angolo senza lasciare vie di fuga, e non c'è bisogno di leggere Sun Tzu per capirlo.

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  • luigi.desa

    16 Agosto 2017 - 14:02

    E' proprio vero quello che è stato detto di Trump prima e dopo la elezione ,anzi di più.I nomi di Gengis Khan ,Attila .Hitler , Pinocchiescu , Amid Dada , Berlusconi son poco cosa al confronto , anche se ad oggi non ha ancora combinato un a sega a parte la smusata su la Obamacare. Forza Donald!

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