Netanyahu contro la "pazza" Europa: "Smettetela di attaccare Israele"

Bibileaks: il microfono del premier israeliano è rimasto acceso e ha trasmesso per errore le sue critiche all’Europa, accusata di minare i rapporti con Tel Aviv: "Così minate la vostra stessa sicurezza”

Netanyahu contro la "pazza" Europa: "Smettetela di attaccare Israele"

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu (foto LaPresse)

L'incontro era a porte chiuse, ma il microfono è rimasto acceso per pochi minuti e le cuffie distribuite tra i giornalisti hanno trasmesso per errore l’attacco di Benjamin Netanyahu all’Europa, accusata di lavorare per minare i rapporti con Tel Aviv. Il primo ministro israeliano, nel corso di un incontro riservato che si è tenuto questa mattina a Budapest, ha criticato con veemenza il comportamento “da pazzi” che l'Ue tiene verso Israele. Netanyahu era arrivato martedì, nella prima vista all’Ungheria di un leader israeliano degli ultimi 30 anni. Oltre al primo ministro ungherese Viktor Orban, ha incontrato i leader degli altri paesi che compongono il gruppo di Visegraad – Polonia, Repubblica ceca e Slovacchia.

  

“L'Unione europea deve scegliere se vuole vivere e prosperare o scomparire. È l'unica organizzazione di stati che stabilisce le sue relazioni con Israele, che le fornisce la tecnologia, sulle condizioni politiche. Nessuno lo fa. È folle. E contro gli interessi dell'Europa”, avrebbe detto Netanyahu ai leader di Visegaard, sollecitati a usare la loro influenza nell'Ue per allentare le condizioni nei rapporti bilaterali tra Bruxelles e Tel Aviv. “Prima di tutto vi suggerisco di aiutarci ad accelerare la formazione di accordi tra Europa e Israele, e che passiate un messaggio ai vostri colleghi su come aiutare l'Europa stessa. Tutto (ciò che Israele può offrire, ndr) è a vostra disposizione, in qualsiasi campo” avrebbe proposto Netanyahu ai leader dei quattro paesi dell’est.

 

“Smettetela di attaccare Israele. Sostenetelo, invece. L'Europa si sta disimpegnando dal più grande polo di innovazione al mondo. Non ha senso. State minando la vostra sicurezza, minando Israele”, ha sottolineato il premier. “Iniziate a sostenere le economie europee facendo quello che gli americani, i cinesi e gli indiani stanno già facendo”, ha spiegato Netanyahu in relazione alle potenze che hanno aumentato la cooperazione tecnologica con lo stato ebraico. “Non sono molto politicamente corretto: so che è uno shock per alcuni di voi. Ma la verità è la verità. Noi siamo parte della cultura europea”, ha continuato. “A est di Israele, non c'è più Europa”.

        
Netanyahu avrebbe espresso anche un chiaro sostegno per la linea anti-immigrazione del gruppo Visegraad, che in questi anni ha alzato recinzioni alle frontiere per bloccare le ondate di profughi provenienti dal Medio Oriente. Il premier israeliano avrebbe detto di credere nella libera circolazione delle merci e delle idee, “ma non delle persone” ed esortato i leader dell'Europa orientale a proteggere i propri confini.

 

Il vero problema non sono i muri alle frontiere ma l'islam politico

Ma gli altri, i muri di adesso? Israele difende la sua sicurezza, benedetto muro. L’Ungheria difende la propria integrità, perché non ce la farebbe a sostenere l’assalto. Trump ne fa una parola d’ordine virtuale e lo vende come un prodotto sul mercato della politica presidenziale americana, lo vuole bello e pagato dal Messico.

    
Il collegamento con i giornalisti è stato tagliato appena i collaboratori di Netanyahu si sono accorti che i reporter sentivano tutto quello che stava dicendo. Ma prima che ciò accadesse sarebbero filtrate diverse altre dichiarazioni controverse. A proposito dei cambiamenti alla Casa Bianca, Netanyahu avrebbe attaccato l'ex presidente Barack Obama. ''Abbiamo avuto un grosso problema con gli Stati Uniti. È diverso ora. C'è una presenza americana rinnovata nella regione (la Siria e il Medio Oriente in generale, ndr). Questo è positivo'' avrebbe sostenuto Netanyahu, dimostrando di apprezzare il nuovo tono imposto alla Casa Bianca dal presidente Trump. “Siamo d’accordo sullo Stato islamico, non siamo d’accordo sull’Iran”.

   
Israele ha infatti sollevato più volte, in passato, la preoccupazione che l'Iran stia rinforzando le sue roccaforti nella regione, fornendo aiuto militare ai suoi proxy locali: armi che potranno essere utilizzate anche contro lo stato ebraico. In particolare Israele diffida della collaborazione di Teheran con l'organizzazione sciita libanese Hezbollah. “Ho detto a Putin che se vediamo l'Iran passare armi a Hezbollah sul nostro confine, intraprenderemo azioni militari'', ha ribadito Netanyahu che ha spiegato di averlo già fatto, in passato “una dozzina di volte”, in riferimento agli attacchi aerei israeliani contro l’organizzazione libanese. "Abbiamo bloccato la frontiera non solo in Egitto, ma sulle alture del Golan. Abbiamo costruito il muro perché c'era un problema con lo Stato islamico e l'Iran cerca di costruire là un fronte terrorista”.

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