La Corte di Strasburgo condanna la Russia: complice della strage di Beslan

L'irruzione della scuola fu pianificata senza le dovute cautele e portò alla morte di 330 civili. I giudici condannano il Cremlino per la violazione dell'articolo 2 della Convenzione dei diritti umani

La Corte di Strasburgo condanna la Russia: complice della strage di Beslan

Fiori deposti nella palestra della scuola di Beslan (foto LaPresse)

Giovedì la Corte europea dei diritti dell'uomo ha giudicato la Russia colpevole di avere abusato della forza nell'irruzione compiuta nel 2004 alla scuola di Beslan e di avere contribuito così all'uccisione di oltre 330 ostaggi, molti dei quali bambini. Secondo i giudici di Strasburgo – che non hanno tuttavia emesso un'accusa a specifici membri delle forze armate – l'uso di mezzi corazzati e granate da parte delle forze speciali russe avvenne mentre mille prigionieri rinchiusi nella palestra dell'istituto erano sotto la diretta minaccia degli assalitori, combattenti ceceni che chiedevano l'indipendenza della regione a maggioranza musulmana. In particolare, la Russia è stata accusata di avere violato l'articolo 2 della Convenzione europea dei diritti umani, quello che tutela il diritto alla vita e per questo dovrà pagare circa 3 miliardi di euro ai parenti delle vittime. Gli ufficiali non considerarono con la dovuta cautela le conseguenze dell'irruzione, nonostante conoscessero le intenzioni dei combattenti ceceni. Inoltre, non fu allestita una catena di comando appropriata e di conseguenza le operazioni di intervento che dovevano minimizzare le perdite tra i civili furono gestite in modo caotico "contribuendo", dice la sentenza, "a causare vittime tra gli ostaggi".

 

"La Russia è un paese che è stato vittima di tanti attacchi terroristici e per questo non possiamo essere d'accordo con una simile sentenza", ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, che ha definito la decisione dei giudici "inaccettabile". Il ministro della Giustizia di Mosca ha parlato di accuse "infondate" e ha accusato la Corte di non avere voluto prendere in considerazione le prove sottoposte dalla Russia.

  

I parenti delle vittime hanno accolto con soddisfazione la sentenza, giudicata da alcuni di loro come "una soddisfazione morale". Il 1° settembre del 2004, primo giorno di scuola un gruppo di uomini mascherati e armati anche con cinture esplosive fece irruzione nella scuola di Beslan facendo un migliaio di ostaggi tra alunni e insegnanti. La richiesta rivolta a Mosca per salvare la vita ai prigionieri fu quella di ritirare le truppe russe dalla Cecenia. Il 3 settembre, le forze speciali fecero irruzione con sparatorie intense e due violente esplosioni.

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Commenti all'articolo

  • marco.ullasci@gmail.com

    marco.ullasci

    17 Aprile 2017 - 19:07

    Premesso che in occidente l'uso della forza si configura in se' stesso come abuso e che quindi e' virtualmente impossibile uscirne bene quando la sia usa, sarei curiso di leggere nelle motivazioni della sentenza quale fosse il modo giusto di risolvere la crisi secondo la corte. Visto che del senno di poi sono piene le fosse qualcosa di buono dovrebbero avere prodotto, altrimenti meglio avrebbero fatto a non pronunciarsi per difetto di giurisdizione.

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