La salvezza. Relazioni fra pagani e cristiani nella tarda antichità

La recensione del saggio a cura di Vincenzo Lombino e Arianna Rotondo (Città Nuova, 276 pp., 22 euro)
9 GIU 21
Ultimo aggiornamento: 07:31
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Le vicende del cristianesimo dei primi secoli furono caratterizzate dal confronto che esso instaurò con la cultura del suo tempo. Questo confronto non si è mai interrotto, tanto che ancora oggi si discute molto su quale debba essere l’atteggiamento che i credenti in Cristo devono tenere nei riguardi della società e della mentalità contemporanee. Ma l’importanza che tale questione rivestì nei primi secoli dell’èra cristiana fu del tutto particolare, in quanto permise alla nuova religione di maturare un’identità sempre più chiara e definita. Da tempo gli studiosi discutono se sia più opportuno accentuare la dimensione conflittuale dell’incontro tra la cultura cristiana e il paganesimo, oppure se risulti maggiormente aderente alla verità storica fare uso del concetto di relazione. Il libro che qui recensiamo fa decisamente propria questa seconda opzione, come affermano i due curatori: “I contributi di questo volume scandagliano il confronto tra pagani e cristiani sulla salvezza lasciando cadere l’ipotesi del conflitto, nel mentre tentano di confermare nei testi e negli autori studiati la prospettiva feconda delle relazioni”. Il tema della salvezza è risultato molto adatto a illuminare i rapporti tra pagani e cristiani nell’epoca tardo antica: se è vero che esso occupava un posto centrale nella fede cristiana, è altrettanto vero che interessava vivamente pure i non credenti “assetati anch’essi di salvezza”, cercata spesso “nell’ambito delle proposte filosofiche o nel culto degli ultimi eroi e salvatori, specialmente in Hercules Victor e in Asclepio”. Certo, i cristiani non si piegarono mai dinanzi a verità inaccettabili e per loro l’unico autentico vincitore rimase sempre Gesù Cristo, il solo “che ha sconfitto la morte e ha guarito l’uomo dal male più grave qual è il peccato”. Resta comunque il fatto – ribadiscono Lombino e Rotondo – che proprio riguardo alla questione della salvezza si aprirono spazi utili a un avvicinamento: per esempio, quando il concetto di salvezza viene equiparato a quello di redenzione tra cristiani e pagani emergono sensibilità simili. I nove contributi accolti nel volume, opera di studiosi molto qualificati (Moreschini, Lombino, Cerami, Di Santo, Aleo, Pollina, Grossi, Di Berardino e Vinel), riguardano svariati argomenti, tra i quali il destino ultimo del corpo e dell’anima e la venuta del Salvatore, e si concentrano su vari importanti autori, come Porfirio, Eusebio di Cesarea, lo Pseudo Macario Egizio, san Girolamo e sant’Agostino.
a cura di Vincenzo Lombino e Arianna Rotondo
La salvezza. Relazioni fra pagani e cristiani nella tarda antichità
Città Nuova, 276 pp., 22 euro