Federico II. L’ultimo imperatore

La recensione del libro di Fulvio Delle Donne edito da Salerno, 336 pp., 27 euro

di
20 MAY 26
Immagine di Federico II. L’ultimo imperatore
"Il primo europeo di mio gusto”: così Friedrich Nietzsche, uomo dai gusti certamente non facili, definì Federico II di Svevia, il celebre sovrano nato a Jesi nel 1194 e morto a Castel Fiorentino, non lontano da Foggia, nel 1250. Figura tanto significativa quanto poliedrica e composita, Federico è stato e continua a essere un personaggio divisivo, per usare un termine oggi tanto in voga. Oggetto di esaltazione e di esecrazione, definito stupor mundi ma anche identificato con l’Anticristo, dominò la scena europea del suo tempo, diventando un protagonista assoluto della storia occidentale. Pienamente consapevole delle notevoli difficoltà connesse con la ricostruzione della vita e delle opere federiciane, Fulvio Delle Donne, professore ordinario di Letteratura latina medievale e umanistica all’Università degli studi di Napoli Federico II, ha scritto un libro di sicuro valore, appoggiandosi a un sapiente uso delle fonti e alla solida conoscenza di un vasto numero di studi e ricerche. Il sovrano svevo ha lasciato una traccia profonda nei campi più diversi: egli mirò all’edificazione di uno stato potente e questo suo progetto provocò mutamenti di straordinaria importanza nel diritto e nella politica, nell’edilizia pubblica, nella scienza, nell’arte poetica. E’ in questo contesto che Delle Donne propone una risposta alla domanda relativa all’“attualità” di Federico, ovvero al fatto che la sua biografia possa ancora oggi risultare interessante, andando a toccare questioni universali. Il sovrano svevo appare ancora come una figura molto significativa perché a lui si deve la “costruzione di una struttura complessa e di un sistema organico, insomma di uno stato destinato a permanere nel tempo, in cui precisa organizzazione amministrativa, raffinati principi giuridici, possente rappresentazione ideologica, presenza simbolica capillare, alti ideali di istruzione e sublimi modelli letterari si compenetrano intimamente e si completano a vicenda”. Tutto ciò viene efficacemente trattato nei diciotto capitoli di cui è composto il libro, la lettura del quale conduce alle seguenti importanti acquisizioni: “Federico II fu certamente un grande della storia: questo è un dato di fatto incontrovertibile. Fu destinato a esserlo per stirpe e per ruolo. Re di grandi regni e imperatore, fu l’ultimo, secondo la definizione di Dante, ad avere piena, altissima coscienza della funzione di guida dell’umanità che teologia e concezione politica del tempo ritenevano in lui connaturata”.
   
Fulvio Delle Donne
Federico II. L’ultimo imperatore
Salerno, 336 pp., 27 euro