Poche chiome ardite, pochissime colorate o decolorate, cappelloni in ritirata, creste o crestine sparite, disegnini a lametta quasi estinti, giusto qualche treccina e qualche rasta, ma tutti o quasi senza appropriazione culturale. E non è per forza un male: "Il Mondiale era diventata un trionfo di ostentazione da quattro soldi, di un kitsch che faceva rabbrividire", ci dice Jan Micheli, a lungo parrucchiere dei calciatori