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Ancora aggrappati alle 900 pagine del dossier Baggio
Un documento ch pare il Sacro Graal che salverà il calcio e farà terminare le guerre nel mondo. Nessuno lo ha letto, ma tutti assicurano possa risolvere i problemi del pallone
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4 APR 26

© foto Ansa
E dire che facevo anche il tifo per voi: sarebbe stato molto più godurioso vedervi umiliati da Canada e Qatar al Mondiale che si giocherà nella nostra ex colonia. Mi sono dovuto accontentare, e darci dentro con la bionda per festeggiare: adesso potete prenotare le vostre vacanze senza guardare al calendario di una Coppa del mondo dove per la prima volta ci saranno cani e porci tranne l’Italia. Quello che più mi sta affascinando, dall’istante dopo il rigore decisivo segnato dalla Bosnia, è la quantità di cazzate che sono state dette per commentare la sconfitta. Tutte cazzate già viste e sentite dal 2014, tra l’altro.
Steso un velo pietoso sull’imbarazzante tentativo di dipingere i protagonisti della partita come “eroi” per avere perso solo ai rigori giocando contro una Nazionale con meno qualità del Pisa, e i tentativi di dare la colpa a una mancata espulsione di un avversario al 110’ o al “furto” del foglietto di Donnarumma con scritto da che parte battono i rigori i bosniaci, vedo con piacere che sono stati rispolverati i sempreverdi “modelli” con cui altre Nazionali straniere sono tornate non dico a vincere, ma almeno a non fare pena: e quindi giù sbrodolate di pagine, podcast e dirette streaming per spiegare come ha fatto la Germania a vincere nel 2014 (e poi basta, ma questo non si dice), raccontare come funziona bene la Premier League, analizzare il campionato portoghese che nonostante sia seguito da dei poveracci sforna campioni in serie, elogiare il metodo spagnolo e persino quello francese. E ancora i pareri degli ex giocatori che sanno come fare per far ripartire il sistema, banalità sui ragazzini a cui non viene più insegnato a saltare l’uomo, lacrimucce su quando in Italia si giocava per strada e all’oratorio, promesse di tabula rasa.
Per non parlare del misterioso dossier di Roberto Baggio, 900 pagine in cui tutti assicurano ci sia scritta la ricetta per salvare il calcio, far finire le guerre e sconfiggere la fame nel mondo, una sorta di via di mezzo tra il Sacro Graal e l’agenda rossa del pallone che ora quelli che la sanno lunga dicono che va ripreso e seguito passo passo. Poveri voi, già alle prese con la possibile rielezione del giovane Abete a presidente della Figc, e via di corsa verso la prossima eliminazione anche da un Mondiale a 128 squadre, roba che manco la quindicesima salsiccia grigliata mangiata a Pasquetta rinviene su così. In attesa che Bastoni oltre a cambiare squadra e nazione cambi anche nome e sesso per non farsi prendere, alzo una pinta per Roberto De Zerbi: al netto della retorica sul suo giochismo non mi dispiaceva come allenatore. Ne parlo al passato perché andare ad allenare il Tottenham in questo momento è come sedersi sulla panchina dell’Italia: un buco nero.