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Panatta ci spiega i segreti dei successi del tennis italiano
Il direttore Claudio Cerasa ha chiacchierato con l'ex campione di tennis che spiega perché chi non ama Sinner ha un problema: non gli perdona il suo essere un campione di successo
16 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 05:05 PM

"Quello che sta succedendo al tennis italiano lo vediamo tutti. Siamo sicuramente la nazione tennistica più forte del mondo di gran lunga. A partire dal numero uno che è il Sinner, ma poi abbiamo tutti i giocatori fortissimi, come Musetti, Cobolli, Darderi. Abbiamo avuto Berrettini, Fognini un po' di tempo fa. Devo dire che non ci possiamo lamentare", ha detto Adriano Panatta al direttore Claudio Cerasa a Roma alla Casina di Poste a margine degli Internazionali d'Italia. Che, per Panatta, "Ha un fascino particolare, unico nel mondo. Perché c'è la tradizione, c'è il contesto, c'è il panorama, c'è il pubblico romano che è unico".
L'ex campione di tennis ha però un piccolo cruccio: "Agli Internazionali di quest'anno purtroppo è mancato Alcaraz, che è il vero antagonista di Sinner".
Per Panatta, "Sinner è la concretezza. Darderi il combattimento. Cobolli la romanità in tutte le sue cose positive e negative. Musetti l'estro, la fantasia e il talento. Berrettini è stato quello che ha iniziato un po' con il discorso della fine di Wimbledon, che ha smosso un po' l'immaginario tenistico italiano. Arnaldi è anche lui è molto concreto, ha precisione, sembra un ingegnere in campo".
Gli Internazionali potranno entrare nel circuito del grande Slam? "Mi sembra complicato", ci dice Adriano Panatta. "Mi sembra complicato perché non credo che gli altri Slam potrebbero essere d'accordo con la Federazione internazionale, però secondo me hanno il dovere di provarci perché sicuramente io ho visto dei miglioramenti nel torneo abbastanza evidenti, sono sotto gli occhi di tutti. Però c'è anche la politica sportiva di mezzo".
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