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Contro la peer review e il "consenso totale"

Marco Lanterna, pensatore privato, senza cattedra, scrive in "Metafisica cancerosa" che il dilettantismo è "parola, tipica dello specialismo, simile alla pisciatina di cane per marcare il territorio. Einstein era impiegato all’ufficio brevetti, quando concepì la Relatività ristretta"
4 SET 24
Ultimo aggiornamento: 02:08
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Dalla copertina di &quot;Metafisica cancerosa&quot; di Marco Lanterna (La scuola di Pitagora)<br />

“Se fosse stato per le peer review non avremmo avuto né Colombo né Galileo”. Leggo questo aforisma nel nuovo libro di Marco Lanterna e subito dopo mi cade l’occhio su un vecchio articolo di Wired: “Il 100 per cento degli scienziati crede che il cambiamento climatico sia dovuto agli esseri umani”. Sottotitolo: “C’è consenso totale nella comunità scientifica, racconta uno studio su 11 mila articoli sul clima pubblicati in riviste sottoposte a peer review”. Ecco, la letteratura serve anche a questo, a fuggire dal “consenso totale”. Lanterna insiste: “Dilettantismo. Parola, tipica dello specialismo, simile alla pisciatina di cane per marcare il territorio. Einstein era impiegato all’ufficio brevetti, quando concepì la Relatività ristretta”. Si intuisce che l’autore è un pensatore privato, senza cattedra, come Sossio Giametta di cui fu privato discepolo. Ora però mi tocca dire il titolo: “Metafisica cancerosa” (La scuola di Pitagora). Lanterna è specialista di titoli respingenti, io sono specialista nel respingere il respingente quindi del libro ho evitato il capitolo eponimo saltando subito alla sezione finale intitolata “Pensieri del colibrì nero”: perfetta per volare sopra il climatismo, lo specialismo, il conformismo, il progressismo.