Questo non è un omaggio a Marco Pannella

Amo la libertà non meno dei radicali. Ma le libertà di drogarsi, di prostituirsi e di suicidarsi (che condivido) le trovo comunque mortifere. E lo sciopero della fame non lo farò mai

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19 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 05:39 PM
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foto Ansa

Questa rubrica non contiene nemmeno un grammo di Marco Pannella. Devo precisarlo perché Moreno Pisto su Mow, nel suo Encomio a Giacinto per il decennale della morte, afferma di aver trovato “tracce nelle posizioni fogliettanti” di quell’antico nichilismo. Qui non poteva trovare nulla, per me l’unica cosa buona che ha fatto Pannella è aver ispirato “Il signor Hood” di Francesco De Gregori. Solo un artista poteva cavare qualcosa di mirabile da un politico: “Con un canestro di parole nuove / calpestare nuove aiuole”...
Io che amo la libertà non meno dei radicali sono, come loro, per la libertà di drogarsi, di prostituirsi e perfino di suicidarsi. A differenza di loro non me ne vanto, non ne faccio una bandiera. Sono libertà variamente mortifere che mi mettono, quale più quale meno, tristezza. Non le ritengo un raggiungimento, le ritengo un fallimento. Non conosco, nei radicali di ieri, di oggi, di sempre, analogo impegno per libertà meno tetre: libertà di alimentazione, libertà di caccia, libertà di contante, libertà di impresa, libertà di parola... E comunque scioperi della fame qui non se ne faranno mai, siatene certi.