
Preghiera
di Camillo Langone
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La porta è strumento della libertà di scelta, specie a una mostra senza censure
“Non varcate questa porta se...”. Giordano Bruno Guerri lo ha fatto scrivere all’ingresso de “I Censurati. Nudo e censura nell’arte italiana d’oggi”, la mostra da me ideata. Le porte e il loro saggio utilizzo offrono la migliore alternativa. Ti attira? Entra. Ti infastidisce? Rimani fuori

Enrico Robusti, “Proclamazione di Miss Vomito” (particolare). Olio su tela, 100 x 120 cm, 2022
“Non varcate questa porta se...”. Giordano Bruno Guerri lo ha fatto scrivere all’ingresso della mostra “I Censurati. Nudo e censura nell’arte italiana d’oggi”, da me ideata, da Adele Barbetta sponsorizzata, dal Vittoriale ospitata, da Liberilibri catalogata. Non varcate la porta di Villa Mirabella (sede della mostra, a pochi metri dalla Prioria dannunziana) se temete i nudi dei migliori artisti italiani viventi, i quadri censurati dai social che per un capezzolo olio su tela succede che blocchino, sospendano o comunque boicottino i profili colpevoli di tanta audacia. Danneggiando l’artista e dirigendo il corso dell’arte verso un neopuritanesimo di stampo americano e pure un po’ cinese. Le porte e il loro saggio utilizzo sono la migliore alternativa alla censura. Ti attira? Entra. Ti infastidisce? Rimani fuori. La porta non è un muro ma non è nemmeno un buco: è lo strumento della libertà di scelta. “All’arte appartengono il segreto e il nascosto” ha scritto il filosofo Byung-Chul Han, contrario alla “società della trasparenza”, un mondo senza scampo e senza porte dove su ogni intimo gesto, su ogni intimo gusto incombe il linciaggio universale. La porta sia riconosciuta come un diritto dell’uomo.
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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).



