Paola De Micheli (Pd): "Renzi non va escluso. Schlein premier? Dimostri di rappresentarci tutti"

L'ex ministra dei Trasporti nel governo giallorosso: "La foto con Elly, Bonelli, Conte e Fratoianni è un inizio, ma manca una parte fondamentale che è l'ala riformista e moderata. Più che programma parliamo di 'progetto'. Dobbiamo costruire credibilità. Le primarie? Sarà il Pd a esprimere il presidente del Consiglio"

18 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 15:31
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Paola De Micheli ed Elly Schlei - foto LaPresse

"La foto con Schlein, Conte Bonelli e Fratoianni è un inizio. E un inizio ci vuole. Ma manca una parte moderata, una parte importante e fondamentale". Paola De Micheli, ex ministra dei Trasporti e parlamentare del Pd, parla con il Foglio del selfie che da qualche giorno ha preso la scena del dibattito politico. E più che parlare di chi c'è, da quarantotto ore si parla di chi non c'è: Matteo Renzi. Una personalità di cui la deputata del Partito Democratico ritiene che "nessuno possa fare a meno: non bisogna escluderlo"Il messaggio è per i 5 stelle. Gli occhi sono puntati ai prossimi 8 e 15 luglio, quando saranno gettate le prime pietre per costruire il programma. "È stata fatta questa scelta, ma c'è una necessità di aprirsi al centro". La galassia si sta organizzando, ricorda la dem. E aggiunge: "I centristi saranno necessari. Ho parlato anche con Elly Schlein e anche lei crede che le forze migliori del paese non solo debbano unirsi e vincere, ma soprattutto sapere come governare".
De Micheli non parla di programma, quanto piuttosto di "progetto". Il giro di interlocuzioni servirà a costruire un "progetto di governo, un'idea, un'emozione che faccia capire che siamo in grado di migliorare la vita dei cittadini sotto tutti i punti di vista". Si cerca di costruire credibilità. "L'unità del tavolo allargato è fondamentale. Perché se davvero dovessimo andare al governo bisognerà comprendere un fatto fondamentale". Quale? "Che questioni più urgenti avranno maggiore priorità e non si potrà stare sempre dietro alle piccole o grandi mediazioni. La chiarezza del nostro progetto è quindi essenziale".
Secondo l'ex ministra dei Trasporti l'ala moderata andrà coinvolta in pieno. Non basta contare su chi i voti già te li dà: "Bisogna accontentare sia le richieste del nostro elettorato storico, ma anche di un elettorato fluido". Ma non parla di fluidità di genere, quanto piuttosto degli indecisi: "È sempre più facile trattenere chi ti vota. È invece complesso convincere chi non ti vota. Il lavoro va fatto proprio qui, al di là dei concetti di 'moderato' o 'riformista'". Di nuovo, credibilità.
Il centro del ragionamento per De Micheli non è tanto la proposta, quanto la capacità di governare. Schlein è pronta a fare la premier? La domanda è a bruciapelo. C'è tentennio. "La domanda va fatta a lei", controbatte De Micheli. La risposta è lunga: "La responsabilità politica è pesante. Credo che debba dimostrare di saperci rappresentare tutti". Non è un "no", è un "sì, ma". E infatti: "Abbiamo condiviso spesso ragionamenti sui temi della credibilità e dell'autorevolezza. Tutti noi, in realtà, le consegnamo piccoli e grandi contributi e idee per essere radicalmente pragmatici per migliorare la nostra postura". Risultati si sono visti, dice.
Il merito, intanto, è quello di aver tenuto insieme la coalizione. La regia dietro quel selfie è indubbiamente alla "testardaggine" di Schelin. Ma il tema primarie è aperto e c'è il rischio che dopo settembre, dopo il progetto, il pranzo convivale si trasformi in una cena con delitto. "La questione è lontana ancora, prima c'è la legge elettorale", dice De Micheli. Ma è netta: "Per quello che mi riguarda sarà il partito di maggioranza relativa a esprimere il premier". L'augurio è che "si arrivi a un accordo tra i partiti" per evitare discussioni interne e logoranti. Non vorrebbe tornare a fare la ministra con Giuseppe Conte come presidente del Consiglio? La dem scherza: "Bhe... Ci sono troppi se... E poi il tema non è all'ordine del giorno". Schlein first.
Per centristi e riformisti toccherà attendere, quindi, l'organizzazione della "sinistra-sinistra". "Poi io preferisco chiamarlo centrosinistra il nostro campo, non campo largo", dice De Micheli. Il contributo del centro dovrà esserci e dovrà essere interno. Per questa ragione, secondo la dem, "Pina Picierno ha fatto male a lasciare". E aggiunge: "Le battaglie vanno combattute da dentro, io il Pd non lo mollo neanche morta. Ho contribuito a farlo nascere e resto qui. Ogni tanto si vince e ogni tanto si perde". Gli occhi ora si puntano a martedì, quando sarà convocata la direzione. All'ordine del giorno c'è solo la voce: "Relazione della segretaria". Schlein presenterà i prossimi passaggi per la realizzazione del programma. Ci sarà da divertirsi.