Politica
Le amazzoni di Conte •
"Ha il tradimento nel sangue", "Programma senza di lui". Le 5 stelle Maiorino, Baldino e Appendino contro Renzi
La capogruppo dei pentastellati scherza con il Foglio: "È un dato oggettivo il fatto che sia inaffidabile". Baldino rimarca: "Non può accampare posti". Ma la più dura è l'ex sindaca di Torino: "Deve restare fuori, ci fa solo perdere voti"

Vittoria Baldino (foto LaPresse) - Alessandra Maiorino (foto Ansa) - Chiara Appendino (foto LaPresse)
Si val dal "se vorrà esserci dovrà stare al nostro programma e senza pretendere posti" fino all'ultimativo "deve stare fuori". Non è certo una novità che molti nel Movimento 5 stelle non amino Matteo Renzi. La sua presenza nell'alleanza di centrosinistra "non è scontata" perché con lui "c'è un problema di affidabilità", ha detto ieri Giuseppe Conte, dopo la pubblicazione dello scatto che lo immortala insieme a Elly Schlein, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni con il quale i quattro ieri hanno annuciato le due date, 8 e 15 luglio, per gettare le basi del prossimo programma di governo del campo largo.
Oggi, con sfumature diverse, anche le sue amazzoni, Alessandra Maiorino e Vittoria Baldino, confermano l'antifona. Al Foglio la senatrice e capogruppo dei 5 stelle dice sorridendo: "Se mi chiedete se sono tranquilla con lui dentro alla coalizione? Rispondo che ovviamente non lo sono". Poi aggiunge: "Noi costruiremo un programma dopodiché chiederemo: 'Chi ci sta?'. Vediamo se Matteo Renzi ci starà". C'è paura che faccia cadere un altro governo, o non ne faccia nascere nessuno. "Questo fa parte della sua natura, glielo dico con affetto", dice ancora Maiorino. A lei fa eco la deputata Vittoria Baldino: "Non precludiamo a priori eventuali aggiunte o ingressi, ma non è un contributo per accampare posti o tribune". Secondo lei, "siamo in un momento storico in cui serve mettersi al servizio di un progetto comune e non utilizzare il progetto a servizio di se stessi".
La più dura però è l'ex vicepresidente del Movimento ed ex sindaca di Torino Chiara Appendino, da sempre pubblicamente contraria all'ingresso di Renzi nell'alleanza. Lo chiama il "Loki della politica", il personaggio dei fumetti Marvel, fratello traditore del dio Thor: "Ha il tradimento nel Dna e non ce la fa proprio a non fregarti. Se il campo progressista vuole davvero essere un’alternativa credibile, Renzi deve stare fuori. Punto. Ha fatto benissimo il presidente Conte a ribadire il suo problema di affidabilità. Anche perché i numeri e la storia parlano chiaro: averlo in coalizione fa solo perdere voti. Perché farsi del male da soli? Sarebbe tafazziano".
