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Streparava (Confindustria Brescia): “Disastri dal governo su Transizione 5.0. Ora vigileremo sui fondi”
Il presidente degli industriali bresciani: "I nostri toni sono stati aspri perché il taglio al credito d'imposta avrebbe messo in ginocchio le nostre aziende. Non vogliamo dimissioni, ma che l'industria diventi una priorità del governo. Servono certezze"
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2 APR 26
Ultimo aggiornamento: 06:55 AM

ANSA/ANGELO CARCONI
“Noi imprenditori abbiamo bisogno di certezze, di poterci fidare di quanto ci viene promesso. Ma è un principio che riguarda tutti, non solo gli imprenditori, chiunque decida di fare investimenti. Su Transizione 5.0 abbiamo assistito a dei veri e propri disastri. Bene il rifinanziamento annunciato, ma continueremo a vigilare perché quei fondi vengano sbloccati davvero. E che tutto vada per il verso giusto”. Lo dice, parlando al Foglio, Paolo Streparava, presidente di Confindustria Brescia, ovvero una delle articolazioni territoriali di Confindustria che più avevano alzato i toni dopo il dietrofront del governo sul credito d’imposta per le imprese. Fondi che ieri, dopo un confronto tra il ministro Urso, il ministro Giorgetti e il ministro Foti e le associazioni datoriali sono stati ripristinati (con aggiunta di altri 200 milioni di euro). “I toni erano aspri perché io ho dovuto fare i conti con l’impatto, le ricadute di quel taglio improvviso di risorse”, spiega allora Streparava. “A fronte dello scenario che si palesava abbiamo fatto partire una rapida survey. A Confindustria Brescia sono associate 1400 imprese. Al nostro sondaggio hanno risposto un centinaio di loro. E abbiamo visto che l’impatto sarebbe stato qualcosa di inimmaginabile: 25 milioni di perdite con oltre 85 milioni di investimenti. Uno scenario del genere avrebbe messo in ginocchio chiunque”.
Anche per questo il presidente di Confindustria Emanuele Orsini si è presentato al Mimit senza piani B. Con l’unico obiettivo di portare a casa tutto l’ammontare del credito d’imposta che era stato tagliato dal decreto fiscale. Certo resta il segnale che quando è arrivato il momento di tagliare da qualche parte, s’è scelto di optare per risorse che spettavano a voi. “Se il governo predispone degli incentivi è perché si spera che creda nell’iniziativa”, dice Streparava. “Ecco che quindi noi ci impegniamo, investiamo, facciamo progetti. Quando li togli, poi li rimetti, è chiaro che il segnale è anche un po’ di disorientamento. Spero che, come si dice dalle mie parti, questa volta abbiano fatto bene i conti con la penna. La certezza e la fiducia sono importanti, mi sento di dire non solo per noi imprenditori ma per tutti quelli che scelgono di fare debito. Pensate all’acquisto delle pompe di calore: se si usa la fiscalità oggi si porta a casa un 50 per cento. Cosa succede se arriva qualcuno e dice: ‘ci dispiace ma abbiamo scherzato, non se ne fa più nulla’. Ecco, è qualcosa che qualsiasi comune mortale è in grado di capire”.
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In questo colloquio il presidente degli industriali bresciani, ad dell’azienda di famiglia leader nell’automotive, non cerca scalpi politici, le dimissioni di un ministro piuttosto che un altro. “Più che altro penso che il governo debba sempre avere massima attenzione per come l’industria contribuisce al gettito Irpef, che riguarda la crescita dell’intero paese. Le imprese sono fondamentali. Devo dire che però sono molto più preoccupato dall’Europa che dal governo italiano, a parte i disastri fatti su Transizione 5.0”. Sempre ieri il presidente Orsini ha insistito perché il governo si occupi (e presto) dell’innalzarsi dei prezzi dell’energia, che rischia in qualche modo di zavorrare il mondo produttivo. “E infatti le dico che il costo dell’energia per noi imprenditori è il primo problema. Il taglio delle risorse di Transizione 5.0 è stato un fulmine a ciel sereno che non si aspettava nessuno e che è servito ad accendere un riflettore sul tema. Ma, ripeto, un intervento sull’energia resta prioritario”, aggiunge ancora Streparava. “Oltre a questo c’è poi ovviamente il grande e vecchio tema, sempre in auge, dell’efficienza della pubblica amministrazione, che ha fatto grandi passi avanti in alcune zone del paese. Mentre nessuno in altre aree. E questo è un fattore su cui, insomma, bisognerà intervenire”. Anche chi denunciava scenari foschi, quindi, ha letto l’incontro col governo con un grosso sospiro di sollievo. Ora, però, per la corretta destinazione di quei fondi, attesi da oltre 7 mila imprese, gli imprenditori non resteranno con le mani in mano. “Anzi, come ho già detto vigileremo con grande attenzione”, conclude Streparava.
Pugliese, ha iniziato facendo vari stage in radio (prima a Controradio Firenze, poi a Radio Rai). Dopo aver studiato alla scuola di giornalismo della Luiss è arrivato al Foglio nel 2019. Si occupa di politica. Scrive anche di tennis, quando capita.