Urso alla Camera prova a rassicurare le imprese: "Manterremo le promesse con Transizione 5.0"

"Confermate le risorse originariamente destinate pari a 1,3 miliardi e aggiunti altri 200 milioni per un totale complessivo di 1,5 miliardi di euro", dice il ministro del made in Italy a Montecitorio. Soddisfazione da Confindustria dopo il tavolo al Mimit dopo il taglio annunciato all'ultimo Cdm

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1 APR 26
Ultimo aggiornamento: 03:03 PM
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Foto ANSA

"Voglio assicurare anche in quest'aula che gli impegni saranno mantenuti, come ho sempre dichiarato qui e nel confronto con le imprese. Tutti coloro che hanno presentato domanda per il piano Transizione 5.0, un piano di straordinario successo come voi stessi avete ora riconosciuto, riceveranno quanto dovuto". Lo ha detto il ministro delle Imprese Adolfo Urso, durante il question time alla Camera, rispondendo a una delle sei interrogazioni presentate su Transizione 5.0.
"Al tavolo che abbiamo svolto questa mattina insieme al ministro Tommaso Foti al vice ministro Leo sono state confermate le risorse originariamente destinate pari a 1,3 miliardi di euro e sono stati aggiunti altri 200 milioni di euro per un totale complessivo di 1,5 miliardi di euro. Inoltre avete certamente notato che con il decreto legge appena approvato la dotazione finanziaria del nuovo piano Transizione 5.0 è stata ulteriormente rafforzata di 1,4 miliardi di euro passando da 8,4 miliardi a 9,8 miliardi", ha aggiunto Urso. Con queste stesse cifre il ministro ha rassicurato in mattinata anche le associazioni imprenditoriali invitate a un tavolo al ministero. "Non si poteva fare altro, questa era la via giusta, perché io credo che gli imprenditori che si fidano delle istituzioni così si continuano a fidare delle istituzioni", ha commentato Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, esprimendo soddisfazione per le garanzie arrivate dal governo. Dello stesso avviso il presidente di Confartigianato Marco Granelli: "Siamo soddisfatti dell'intervento tempestivo messo in atto dal governo per ridare certezze alle imprese". 
Fino a qualche ora fa i toni erano tutt'altro che cordiali. Alla base di tutto c'era il taglio retroattivo, deciso nell’ultimo Cdm, del credito d’imposta Transizione 5.0. Un rimaneggiamento di circa 800 milioni di euro, rispetto al fondo da 1,3 miliardi stanziato in legge di Bilancio, che avrebbe lasciato in difficoltà circa 7.500 imprese che – facendo affidamento sulla parola del governo in un incontro del 27 novembre – hanno fatto importanti investimenti e ora si trovano esposte per svariati milioni di euro. Il dietrofront del governo è stato letto "con forte preoccupazione" dal numero uno di Confindustria: "Si tratta di un tema cruciale che non può essere rinviato né ridimensionato. La fiducia tra istituzioni e sistema produttivo non può venire meno", ha commentato. La presidente di Confindustria Veneto est Paola Carron, ha parlato di “rottura di un patto di fiducia tra imprese e stato”, a dimostrazione che il vento che spira da quei territori (i più a rischio per il taglio del credito d'imposta) potrebbe rappresentare addirittura un logoramento per le forze di maggioranza. In un clima teso con le imprese, il nome di Urso è comparso anche fra quelli più vicini a essere tagliati fuori dal governo in caso di rimpasto. Le dichiarazioni di oggi lasciano presumere che sia tornata la pace, salvo nuovi dietrofront.