Fratelli d'Emiliano a sua insaputa

Non solo appalti dalla regione. Il Pd paga l’affitto alla società della famiglia del presidente della Puglia
17 SET 24
Ultimo aggiornamento: 03:24
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Foto Ansa

In Puglia non si muove foglia che Emiliano non voglia. Non solo governa il Pd, tutto il centrosinistra, la regione, agenzie, ospedali, festival, e sagre, ma anche, per sua stessa ammissione, tutte le amministrazioni comunali del tacco, da santa Maria di Leuca a Margherita di Savoia (unica eccezione Adriana Poli Bortone a Lecce). Senza guardare i colori: “Noi siamo la coalizione dei pugliesi”. Tutto decide lui e tutti riferiscono a lui. Però dobbiamo credere che il governatore delle Puglie non sapesse che proprio nei suoi uffici è stato affidato un appalto, anzi due, ai suoi fratelli, Simonetta e Alessandro. Il 28 agosto, mentre tutti erano in ferie, il Consiglio regionale decide di arredare la sala d’attesa della biblioteca del palazzo, vuota da quattro anni. Spacchetta l’appalto: uno per tavolini e poltrone da 41 mila euro e uno per gli scaffali da 36 mila euro, rimanendo sotto soglia e potendo così procedere ad affidamento diretto. Vengono invitate tre aziende, ma due non partecipano.
L’unica a presentare l’offerta, con un ribasso dell’1 per cento, è la Emiliano srl dei fratelli Emiliano, cioè cioè fratelli del governatore. Che però non ne sa niente. Del resto con tutti i processi per corruzione, e finanziamento illecito che hanno colpito i fedelissimi da lui nominati ai vertici della regione, Emiliano non è mai stato indagato proprio perché non ne sapeva niente. Ovviamente non poteva sapere della parentela la funzionaria, che è calabrese. Tra migliaia di aziende ha scelto la Emiliano srl, non leggendo sul sito aziendale che è stata fondata da Giovanni Emiliano, papà di Michele. E neppure i colleghi dei vari uffici coinvolti sapevano niente. A questo punto viene anche da dubitare che i fratelli Simonetta e Alessandro Emiliano sapessero che il fratello è presidente della regione. Ma se la scelta è amministrativa e non politica, chi ha bloccato il secondo appalto già assegnato alla Emiliano srl, ma solo dopo si è scoperto del primo?
Dal campo largo nessuno commenta. Bonelli non può andare in procura a presentare un esposto perché è occupato a urlare “vergogna” contro la corte di appello di Taranto che ha dichiarato nullo il primo grado del processo Ilva. Decaro con i suoi post da influencer ci fa sapere che anche a Bruxelles sta mangiando le cozze come un Salvini alla barese, ma non si dissocia dal suo padrino. Tacciono persino i renziani new entry nel campo largo, che due mesi fa avevano votato la sfiducia a Emiliano e oggi vogliono entrare in maggioranza.
Come diceva in un celebre film Checco Zalone: “Non è corruzione, non è concussione: è educazione!”. Proprio ieri i due governatori sceriffi, Emiliano e De Luca, insieme sul palco della festa dell’Unità di Cerignola, hanno proposto di scrivere insieme il programma del Pd per Elly Schlein. Al primo punto del programma ci sarà: sostituire i mobili del Nazareno. Del resto anche il Pd regionale in Puglia paga l’affitto della sede alla Emiliano srl, dei Fratelli d’Emiliano.