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Il Csm nega la consulenza offerta da Decaro a Emiliano. In crisi il patto con Schlein
Il no ripetuto alla consulenza in Regione Puglia incrina il patto politico con la segretaria del Pd. L’ex governatore resta in bilico e intanto si reinventa docente e scrittore
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15 APR 26
Ultimo aggiornamento: 06:43 PM

ANSA/FABIO FRUSTACI
Un romanzo epistolare: ecco cosa è diventata la querelle per la consulenza giuridica che il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro vorrebbe dare al suo predecessore Michele Emiliano. La proposta della giunta è stata presentata con ben tre lettere alla terza commissione del Csm, ricevendo ogni volta una missiva di diniego da Palazzo dei Marescialli. Il tutto per motivi tecnicamente fondati e con il voto "politico" delle toghe più a sinistra (confortate anche da un saggio sugli incarichi extra ministero pubblicato dalla rivista di Magistratura democratica, “Questione giustizia”).
Emiliano, magistrato in aspettativa fino al 7 gennaio scorso, è da quasi 100 giorni in bilico (secondo qualcuno anche senza stipendio), nonostante la sua collocazione nell’organigramma regionale fosse parte di un accordo siglato l’estate scorsa, con Elly Schlein come garante. Dopo l’ultimo muro del Csm, si è avviata la procedura per individuare una sede nella quale far tornare Big Mike nell’organico operativo della magistratura, lontano dalle Puglie (è uno dei pochi casi che non rientra nelle disposizioni della Cartabia, essendo stato fuori ruolo senza interruzioni dal 2004).
Fonti dem riferiscono che la segretaria nazionale abbia ripetutamente ricordato al partito pugliese l’impegno assunto per l’ex sceicco, che inizialmente avrebbe dovuto fare l’assessore regionale, ruolo poi trasformato in quello di consigliere giuridico, poi ancora in consigliere per acciaio e decarbonizzazione secondo i desiderata di Decaro, convinto dal vento social a tenersi più distante possibile da Emiliano, anche per l’eredità ricevuta (369 milioni di euro di deficit nella sanità). La supervisione del Nazareno su questa storia è costante, anche perché ne va della credibilità e dell’affidabilità della parola della leader, che aveva immaginato questo percorso per il magistrato, pensando di rimetterlo nell'agone elettorale con una candidatura alle politiche. Ora il progetto è fortemente ammaccato, anche se il diretto interessato non si scompone e soprattutto non rilascia alcuna dichiarazione, assistendo attonito al balletto di lettere del Csm e rassicurazioni successive di Decaro, convinto che l'istanza andrà alla fine per il meglio.
Cosa fa allora Emiliano? Seguendo l’adagio tutto barese che “dal guasto viene l’aggiusto”, l’ex governatore - assorbito dalla nuova paternità della piccola Maria Antonietta - coltiva due nuovi progetti: sarà docente a contratto presso la Libera università del Mediterraneo di Casamassima, insegnando procedura penale, e prepara a un tour di festival letterari con il romanzo scritto per Solferino, “L’alba di San Nicola”.
Da RadioRegione non si esclude che ci possa essere una ulteriore missiva di Decaro al Csm, mentre Emiliano non sarebbe affatto convinto di andare a fare l’assessore comunale fino alle prossime politiche: è stato titolare della delega alla Sicurezza del comune di San Severo, nell’Alto Tavoliere, quando dopo i due mandati di sindaco di Bari, attendeva di candidarsi alle regionali del 2015, e non vorrebbe replicare l’esperienza. Nel frattempo gli appassionati di filologia classica applicata alla politica raccontano la diatriba Decaro-Emiliano con la mitologia: “E’ una delle tante versioni in cui Zeus sostituisce il padre Kronos”.