Michele Emiliano, il protogrillino
Michele Emiliano balla la Taranta insieme a quindici liste, che però sono gonfiate, dice il centrodestra. Fitto i suoi si sono messi a contare quanti sono i candidati veri e non i doppioni: non i 750 annunciati ma 449, dunque 301 in meno. Non mancano nel conto dei rigonfiamenti pure le dichiarazioni contraddittorie lunghe cinque anni. Sull’Ilva, sul Tap, sulla Xylella. E ora non staremo a rifarvi il pezzo dell’altra volta su quel fantastico Zelig che risponde al nome del governatore uscente della Puglia, con tutti i cambi di posizionamento sui principali temi di sviluppo regionale pugliese.
Adesso casomai ci resta da capire se le liste fantasma, tra cui i neoborbonici, uno Psi e una Dc (anche Raffaele Fitto ha i suoi socialisti e pure una Dc che ha impugnato il simbolo di quella emilianista), serviranno a colmare la distanza dal centrodestra. A febbraio era di quattordici punti e dopo lo scoppio dell’emergenza sanitaria s’è ridotto a 7-8. Un risultato ottenuto grazie anche al presenzialismo di Emiliano che – insieme al professor Pierluigi Lopalco, incidentalmente oggi candidato con il centrosinistra – ha colonizzato le tivù, in virtù del fatto che oltre a essere presidente della Regione è pure assessore alla Sanità. Del suo lavoro come assessore di un settore che da solo copre l’80 per cento del bilancio regionale non rimane traccia. O meglio, forse qualche traccia resta. Si sa infatti che nel 2018 la Regione Puglia – secondo la classifica che analizza i LEA, Livelli essenziali di assistenza, cioè le prestazioni e i servizi che il Sistema sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini – era al quintultimo posto, appena sotto il Lazio e appena sopra il Molise. Non che abbia fatto meglio come assessore all’Agricoltura, ruolo che ha assunto nel 2019 dopo le dimissioni di Leo Di Gioia, che nel frattempo si è candidato al consiglio regionale con Forza Italia contro il suo ex presidente.
A giugno, lo spericolato Emiliano ha detto durante una diretta Facebook che “siamo riusciti a fermare il batterio e da quattro anni la Xylella è ferma in Puglia. Caso vuole che io sono presidente da 4 anni”. Caso vuole che la settimana prima di questa affermazione fossero stati abbattuti cinque alberi malati nel Barese, in Valle d’Itria. Sicché è vero il contrario: la Xylella avanza e in cinque anni la superficie infetta è passata da 230 mila ettari a 600 mila. E non è l’unica: quello che va avanti, nonostante tutto, è proprio Emiliano, che pur di battere Raffaele Fitto, candidato di centrodestra indicato da Fratelli d’Italia, avrebbe fatto l’alleanza con i Cinque stelle.


