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L’idroelettrico lombardo vale il 50 per cento dei consumi. Il ruolo di Terna
Il principale operatore indipendente in Europa per la trasmissione di energia elettrica si occupa del "dispacciamento", ovvero si assicura che l'elettricità sia sempre disponibile. Un'attività senza la quale l'energia potrebbe non arrivare in Lombardia
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4 APR 26

© foto Ansa
La Valtellina è una benedizione per la produzione di energia idroelettrica: genera coi suoi corsi d’acqua il 50 per cento del fabbisogno lombardo, grazie a una settantina di impianti e grandi invasi. E la Lombardia, che ne approfitta ampiamente, è la prima regione italiana per consumi elettrici, con un fabbisogno annuo tra i 63 e i 68 TWh (terawattora): il 20 per cento del totale nazionale. Benché la Lombardia sia anche la prima regione per produzione (circa 51 TWh), non è autosufficiente, ha un deficit di quasi 20 TWh coperto per lo più dall’estero. Ma chi utilizza questa energia? L’industria per il 45 per cento dei consumi, i servizi per il 30 per cento, le nostre case per il 22. I grandi operatori sono: A2A, Edison ed ERG. A distribuire questa energia pensano Unareti (A2A) ed e-distribuzione (Enel). Ma c’è un soggetto industriale senza il quale l’energia non potrebbe arrivare, si chiama Terna e si occupa del “dispacciamento”, brutta parola che spiega l'attività di gestione, controllo e bilanciamento in tempo reale tra la domanda e offerta. In soldoni assicura che l’elettricità sia disponibile, evitando blackout o sprechi.
Terna – come si conviene a una società strategica per la crescita della regione e del paese – ha il suo Piano di sviluppo decennale. La società, guidata da Giuseppina Di Foggia, con oltre 23 miliardi di euro di investimenti previsti al 2034 (+10 per cento rispetto al precedente Piano), consolida il proprio ruolo al servizio del paese. Gli interventi previsti dal Piano sono essenziali per il perseguimento degli obiettivi nazionali ed europei di transizione energetica, indipendenza, resilienza ed efficienza del sistema elettrico. In Lombardia in particolare è previsto al 2034 un impegno di 1,8 miliardi di euro con un incremento degli investimenti pari a circa il 40 per cento rispetto al precedente Piano. Alla fine del 2025 i cantieri di Terna attivi in Lombardia saranno 40. Con oltre 450 dipendenti, Terna gestisce in Lombardia 8.450 km di linee e 136 stazioni elettriche. “Approfittando” dei Giochi Olimpici Invernali Terna, con un investimento di circa 300 milioni, ha realizzato le infrastrutture finalizzate a potenziare la magliatura della rete elettrica di un’estesa porzione del nord Italia. In Lombardia sono stati posati complessivamente circa 60 km di nuovi cavi e rimossi 3 km di linee aeree esistenti con interventi che hanno interessato l’area metropolitana di Milano e la provincia di Sondrio.
In Valtellina è entrato in esercizio l’elettrodotto Livigno-Premadio, costituito da due linee elettriche in cavo interrato, ciascuna di circa 20 km, tra la Cabina primaria di Livigno e la nuova Stazione elettrica di Terna, di Premadio, nel comune di Valdidentro. Realizzata in tecnologia blindata compatta, con un ridotto consumo di suolo, e apparecchiature collocate all’interno di edifici progettati in armonia con il paesaggio montano. Tra le opere future l’elettrodotto HVDC Milano-Montalto, parte del progetto Hypergrid, che prevede la costruzione di una serie di elettrodotti in corrente continua (HVDC) che attraversano la rete italiana ad alta tensione, aumentandone l’efficienza. Un collegamento di circa 500 km, consentirà di ottimizzare i transiti di energia tra il centro e il nord Italia. Terna prevede la realizzazione di infrastrutture che hanno l’obiettivo di aumentare il livello di sicurezza della rete e la capacità intra-zonale. Si tratta di interventi che favoriscono lo scambio di energia all’interno della stessa zona di mercato, funzionali all’integrazione delle fonti rinnovabili e alla risoluzione delle congestioni di rete a livello locale. In questo ambito rientrano interventi futuri tra le province di Milano, Bergamo e Brescia con l’obiettivo di aumentare l’efficienza e la stabilità della rete in Lombardia e in tutto il nord. A Brescia, inoltre, proseguono gli interventi di riassetto della rete elettrica a 132 kV per migliorare la qualità del servizio di trasmissione in un’area caratterizzata dalla presenza di numerose utenze industriali energivore. Nell’ultimo biennio si è registrata una crescita delle richieste per gli utenti di consumo, che prelevano direttamente energia dalla rete di trasmissione nazionale e includono, ad esempio, impianti ad alto consumo energetico come i data center). L’acqua da sola non basta, ma in un periodo di gravi difficoltà energetiche la Lombardia e il nord si stanno attrezando al futuro.