gran milano
Andar per musei di Lombardia tra donne eccellenti e musica. Una bella valorizzazione
Concerti letterari e figure femminili per rilanciare sedi statali poco note: da Vigevano al Garda, dalla Valtellina alla Valle Camonica, la cultura torna strumento di promozione del territorio. Il “Magnificat” che riporta vita nei luoghi dimenticati
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16 MAY 26

C’è del sano pragmatismo lombardo nel sottrarre i musei statali (regionali) alla polvere dei depositi per restituirli al territorio, ed è una notizia che vale la pena segnalare. La rassegna “Magnificat. Donne straordinarie nei musei lombardi”, promossa dalla Direzione regionale Musei nazionali Lombardia, utilizza il format (trito ma efficace) del concerto letterario per “riabitare” nove sedi storiche. Non tanto un’“operazione nostalgia”, ma un tentativo di promozione turistico-culturale curato dalla Casa della Poesia di Monza e dall’Associazione Musicale Duomo, dove la voce di Antonetta Carrabs e la direzione musicale di Roberto Porroni ridanno corpo a figure femminili che hanno “fatto la storia” in Lombardia.
Scorrendo il programma, colpiscono non tanto i concerti in sé quanto – direbbero le pr milanesi – “le location” (a proposito: i biglietti degli spettacoli si possono acquistare al museo o tramite l’app Museitaliani, funziona). Il debutto, settimana scorsa, è stato al Museo Archeologico Nazionale della Lomellina di Vigevano, tutto da scoprire. Se infatti il complesso sforzesco è un’evidenza monumentale (con il parco sempre ben visitato in questa stagione), il museo custodisce la poco nota collezione Spada – dal nome del collezionista lombardo Antonio Spada (1907-1968) – un corpus di reperti che documenta la vita quotidiana dell’antica Lomellina. La gemma della collezione è una coppa firmata da Aristeas, scultore greco del primo secolo: è di vetro soffiato verde chiaro, con motivi floreali e tralci di eccezionale per la qualità di conservazione. A Vigevano si è messo in scena un omaggio a Beatrice d’Este, moglie di Ludovico il Moro e anima raffinatissima della corte. Il “Magnificat” prosegue venerdì verso le sponde del Garda, dove la Villa Romana di Desenzano ospita il racconto di un’altra Este, Isabella (1474-1539). Definita la “prima donna del mondo”, la marchesa di Mantova incarna l’ideale di una femminilità colta e influente che trova un'eco naturale tra i mosaici e i canti d’acqua della villa, una delle perle (per bellezza e numero di visitatori) dei musei statali della Lombardia, diretti con piglio da Rosario Maria Anzalone.
In estate il progetto sale in Valtellina, in particolare a Palazzo Besta di Teglio, per narrare vita e opere di Agnese Quadrio, nobildonna che rese sfavillante questa remota corte alpina del Cinquecento. Tra gli altri luoghi da scoprire grazie alla rassegna c’è anche la Cappella Espiatoria di Monza, dove si tiene un omaggio alla Regina Margherita di Savoia nel centenario della sua scomparsa. Dopo la pausa estiva, il 5 settembre, la rassegna riprende con un dramma dedicato alla mitica (e di manzoniana memoria) Ermengarda, moglie di Carlo Magno: la cornice è il suggestivo Parco Archeologico di Castelseprio, nel Varesotto, dove negli anni Cinquanta una fortunata campagna di scavi ha portato alla luce resti ben conservati risalenti all’età carolingia. Sull’archeologia punta la tappa finale della rassegna, a Cividate Camuno, in Valle Camonica in cui si ‘magnifica’ la dea Minerva, guerriera e sapiente, la cui statua è uno dei gioielli museo archeologico locale. Interessante anche il passaggio milanese, pensato per la penultima serata (18 settembre): l’elegante Palazzo Litta di corso Magenta ospita un omaggio alle donne di casa Litta Castiglioni Stampa, Paola e la figlia Margherita, campionesse di quei salotti illuministi lombardi di cui si avverte tanto la mancanza.