Esteri
il fronte largo •
Dopo il Mar Rosso, l’Iran allarga la guerra e si avvicina a Suez. L’attacco in Egitto
Arabia Saudita, Iraq, Giordania, Kuwait. Gli altri fronti della guerra in medio oriente che si allarga dallo Stretto di Hormuz al Mediterraneo, con una mappa

Quando dieci giorni fa gli attacchi degli houthi, il gruppo yemenita sostenuto dall’Iran che controlla ampie aree del paese, hanno minacciato il traffico nello Stretto di Bab el Mandeb, all’estremità meridionale del Mar Rosso, è aumentato il timore che, dopo il blocco di Hormuz, potesse aprirsi un fronte simile in un altro punto strategico per il traffico marittimo regionale. Secondo le stime , il numero di imbarcazioni che transitano attraverso lo Stretto di Bab el Mandeb si sarebbe già ridotto di circa un quinto. Fino a mercoledì, quando un attacco al porto di Damietta, città egiziana nel delta del fiume Nilo, ha esteso la guerra fino al vicino Canale di Suez. Damietta è un importante snodo per petroliere e container nel Mediterraneo orientale, e l’attacco è stato il primo sul territorio egiziano dall’inizio della guerra. E’ dai primi giorni di luglio, dopo la fine del cessate il fuoco tra gli Stati Uniti e l’Iran, che il regime di Teheran e i suoi proxy hanno aperto nuovi fronti e riaperto quelli vecchi: Egitto, Arabia Saudita, Iraq, Giordania, Kuwait.
Egitto
Mercoledì un attacco di droni ha provocato un incendio su due petroliere – una delle quali una petroliera per lo stoccaggio di gas naturale di proprietà americana – nel porto egiziano di Damietta, minacciando il traffico marittimo nel Mediterraneo, considerato finora una rotta alternativa e sicura, lontana dal conflitto. Ora neanche le infrastrutture sulla costa egiziana possono essere più considerate al riparo da possibili futuri attacchi. Le autorità egiziane ieri hanno dichiarato che adotteranno “le misure necessarie per proteggere gli interessi e la sicurezza nazionale dell’Egitto”.
Arabia Saudita
Dall’inizio della guerra con l’Iran, per evitare Hormuz, l’Arabia Saudita ha spostato le sue esportazioni di petrolio a ovest, verso il porto di Yanbu sul Mar Rosso. In risposta all’attacco saudita all’aeroporto di Sana’a, in Yemen, il 13 luglio scorso, il gruppo ribelle houthi – che finora era rimasto fuori dalla guerra – ha dichiarato il blocco delle spedizioni di petrolio saudita nel Mar Rosso e ha lanciato missili e droni contro alcune petroliere saudite. Questa settimana gli houthi hanno attaccato Riad anche dal territorio iracheno, in coordinamento con le milizie armate filoiraniane. Anche la partecipazione dell’Arabia Saudita agli attacchi americani degli ultimi giorni ha rappresentato l’apertura di un nuovo fronte: il regno aveva evitato sin dall’inizio di schierarsi apertamente nel conflitto.
Iraq
L’Iran ha intensificato gli attacchi con droni anche nella regione del Kurdistan iracheno: il 24 luglio ha attaccato la città di Erbil, nel nord dell’Iraq. L’Arabia Saudita ha accusato le milizie sostenute dall’Iran in Iraq di aver colpito i suoi impianti petroliferi e mercoledì si è unita agli Stati Uniti per attaccare le milizie filosciite, strettamente legate alle Guardie della rivoluzione iraniane, colpendo sette basi paramilitari. Le Forze di mobilitazione popolare (Pmf) irachene hanno affermato che almeno venti combattenti sono rimasti uccisi, mentre i pasdaran hanno dichiarato la morte di quattro dei loro membri che svolgevano il ruolo di consiglieri militari per le milizie.
Giordania
Il 17 luglio un attacco missilistico iraniano nella base aerea di Muwaffaq Salti, nel deserto orientale, che ospita truppe statunitensi in Giordania, ha ucciso tre militari americani. Una settimana dopo, il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche ha lanciato contro la stessa base diversi missili balistici: il Comando centrale degli Stati Uniti lo ha definito un “tentativo di attacco a sorpresa”, i missili sono stati tutti intercettati. L’esercito americano ha reagito il giorno successivo con una “forte risposta ai tentativi di attacco iraniani contro le forze statunitensi di stanza in medio oriente”. Ieri l’esercito giordano ha dichiarato che la sua difesa aerea ha abbattuto cinque missili lanciati dall’Iran.
Kuwait
Ieri Teheran ha rivendicato un attacco alla base militare americana di Ali al Salem in Kuwait, in risposta all’attacco americano sull’isola iraniana di Qeshm. L’esercito kuwaitiano ha poi annunciato che un attacco iraniano contro un edificio ha causato la morte di un operaio e gravi danni alla struttura nel nord del paese.
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Nata a Roma, all'università tra le tante lingue e civiltà orientali ho scelto il cinese. Grazie a un progetto di doppio titolo ho studiato un anno a Pechino, rapita dal romanticismo delle poesie Tang. Negli anni ho sviluppato un talento particolare per le passioni più costose, collezionando corsi: fotografia, ceramica, poi giornalismo. Dal 2021 lavoro al Foglio, nella redazione (umana) degli Esteri e in quella virtuale del Foglio AI.


