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Solidarietà, droni e prestito. La visita degli europei a Bucha e Kyiv
I ministri europei ricordano i crimini di guerra russi con Kallas e Tajani. Ma i 90 miliardi di prestito restano bloccati dal veto ungherese: "Abbiamo già perso marzo", dice Zelensky
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31 MAR 26
Ultimo aggiornamento: 05:40 PM

Il ministro degli Esteri ucraino e i diplomatici europei rendono omaggio alle vittime degli attacchi russi a Bucha (Getty Images)
Kyiv. Nelle prime ore del mattino del 31 marzo, i delegati di 27 paesi membri dell’Ue, guidati da Kaja Kallas, Alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza, si sono riuniti a Bucha. Quattro anni fa, l’esercito ucraino liberò questa piccola città nella regione di Kyiv dagli occupanti russi. Fu allora che si venne a sapere che i soldati avevano commesso brutali crimini di guerra contro la popolazione civile: omicidi di massa, torture e violenze sessuali. Nelle commemorazioni, i ministri degli Esteri dell’Ue hanno acceso candele presso un memoriale e visitato la chiesa locale. “La pace giusta è l’obiettivo per il quale stiamo tutti lavorando”, ha detto il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, giunto in Ucraina in treno con altri diplomatici dell’Ue.
Mentre la maggior parte dei paesi europei era rappresentata a livello di ministri degli esteri o dei loro vice, Ungheria e Slovacchia erano presenti solo con i loro ambasciatori in Ucraina. E sebbene Viktor Orbán, il primo ministro ungherese, non sia stato menzionato direttamente né nei commenti ucraini né in quelli europei, era chiaramente nei pensieri di tutti. “Abbiamo alcuni ostacoli sia sul percorso verso il ventesimo pacchetto di sanzioni sia per quanto riguarda il prestito”, ha detto Kaja Kallas. “Purtroppo, oggi non posso condividere la buona notizia che il prestito verrà concesso”, ha affermato. Il Consiglio europeo aveva approvato un prestito di 90 miliardi di euro per l'Ucraina nel dicembre 2025, ma l’Ungheria ha bloccato l’operazione fino alla ripresa delle forniture di petrolio russo attraverso l’oleodotto Druzhba, che attraversa il territorio ucraino. Le forniture erano state sospese in seguito ai bombardamenti russi sull’Ucraina.
A Kyiv si è tenuta una riunione informale del Consiglio Affari esteri dell’Ue. Kallas, aprendo la riunione, ha elogiato l’Ucraina per la sua lotta contro i droni russi. Ha inoltre parlato della necessità di continuare a rafforzare le sanzioni contro la Russia e del sostegno europeo all’istituzione di un Tribunale speciale per indagare sui crimini di aggressione contro l’Ucraina. “Sottolineiamo che la responsabilità è un elemento essenziale per una pace globale, giusta e duratura, così come il rispetto del diritto internazionale”, hanno affermato i partecipanti all’incontro in una dichiarazione congiunta.
Dopo Kallas, è intervenuto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha parlato del suo viaggio in medio oriente, della riluttanza della Russia a porre fine alla guerra e ha menzionato la questione del prestito. “Se l’Europa decide di darci 90 miliardi di euro, questa decisione non può essere bloccata”, ha affermato. Parte di questi fondi, circa 5 miliardi di euro, è destinata a preparare il sistema energetico ucraino per il prossimo inverno. “Si tratta di vite umane. Abbiamo già perso un mese: marzo”, ha detto il presidente. Nonostante la delusione per il blocco del prestito, i leader ucraini hanno ringraziato i partner europei per il sostegno. “Questa visita è un segno di vero coraggio e solidarietà con l’Ucraina”, ha affermato Andriy Sybiha, ministro degli Esteri ucraino.