Esteri
la guerra in ucraina •
Armi, strategie e uomini. Il ministro della Difesa ucraino spiega come combatterà Kyiv
Tecnologia, contratti e un piano per una retribuzione equa tra i militari. Fedorov pensa a costringere Mosca alla pace con la nostra forza
22 MAG 26

Kyiv. Il ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov ama parlare in numeri. Durante un incontro con giornalisti ucraini e stranieri a Kyiv il 16 maggio, a cui ha partecipato anche il Foglio, ha citato svariati dati che permettono di valutare i cambiamenti avvenuti sul campo di battaglia e nelle retrovie negli ultimi mesi. “Ad aprile, 35.203 soldati russi sono stati uccisi o gravemente feriti. A marzo, la cifra era di 35.351”, ha riferito il ministro, sottolineando che ogni chilometro di avanzata costa al nemico perdite sproporzionatamente elevate. Se a ottobre 2025 la Russia perdeva 67 soldati per ogni chilometro quadrato di offensiva lungo il fronte, a gennaio 2026 la cifra era di 165.
A febbraio di 244, a marzo di 254 e ad aprile di 179. “Il nostro obiettivo strategico è infliggere al nemico almeno 200 perdite per ogni chilometro quadrato di avanzata”, spiega. Finora, l’esercito ucraino sta raggiungendo questo obiettivo, possibile, oltre che per l’efficace strategia militare, anche per la disattivazione del sistema Starlink che nel febbraio 2026 è stato spento per l’esercito russo che lo utilizzava in modo abusivo. Mosca non è riuscita a trovare un sistema per sostituire del tutto l’accesso internet satellitare e gli ucraini godono di questo vantaggio sul campo di battaglia.
Un altro fattore che ha incrementato le perdite nemiche è rappresentato dagli attacchi a media distanza. Attualmente, questo è uno dei principali vantaggi tecnologici sul fronte. Grazie ai droni per attacchi a media distanza, le installazioni logistiche e militari nemiche nei territori occupati (in Crimea e nella parte orientale del paese) sono ora a portata di tiro e accessibili per gli attacchi, come accaduto ieri anche nell’oblast di Kherson, dove è stata colpita una base dei servizi russi. “Notiamo uno schema: più il nemico viene distrutto in profondità operativa, meno operazioni di assalto si verificano al fronte”, spiega Fedorov, che delinea come il ministero della Difesa stia continuando ad attuare la visione “Aria-Terra-Economia”: proteggere i cieli, fermare il nemico a terra e impoverire al massimo la sua economia. “Il compito principale è costringere il nemico alla pace con la nostra forza”, spiega energicamente il ministro trentacinquenne.
Gli attacchi a lungo raggio contro il territorio russo sono ormai all’ordine del giorno. Negli ultimi quattro mesi, la percentuale degli Shahed abbattuti dai droni intercettori è raddoppiata. La Russia sta analizzando la situazione e lancia il 35 per cento in più di questi droni contro l’Ucraina ogni mese. Kyiv, nel frattempo, si sta già preparando all’imminente utilizzo da parte dell’esercito russo degli Shahed a reazione. Per contrastarli, sono necessari grandi quantitativi di missili intercettori a basso costo che l’Ucraina sta già sviluppando. “Il nostro obiettivo è aumentare la produzione e avere una scorta di questi missili per l’autunno e l’inverno”, afferma Fedorov che vorrebbe raggiungere un tasso stabile del 95 per cento di intercettazione dei bersagli aerei.
A titolo sperimentale, l’Ucraina ha anche autorizzato diverse aziende a creare sistemi di difesa aerea privati. Queste aziende hanno iniziato ad addestrare personale e ad acquistare droni intercettori, radar e sistemi di guerra elettronica. Ventisette aziende di vari settori hanno già aderito al progetto. “Constatiamo un grande interesse da parte delle imprese per questo progetto, che consentirà di proteggere il personale e gli impianti di produzione”, afferma con sicurezza il ministro. Le aziende stanno coordinando le proprie azioni con il comando dell’Aeronautica. Per quanto impressionante possa sembrare la presentazione tecnologica di Fedorov, l’esercito ucraino continua ad affrontare problemi significativi in termini di risorse umane, mobilitazione e un numero crescente di disertori. Fedorov promette di presentare presto un piano per una retribuzione equa tra i militari. In particolare, gli stipendi della fanteria saranno significativamente aumentati. Saranno inoltre introdotti contratti con termini di servizio chiari. Solo allora, afferma con fiducia, si potrà avviare la riforma della mobilitazione. L’estate segnerà anche il passaggio alle procedure di gara per gli appalti della difesa, che dovrebbero ridurre i costi e mitigare i rischi di corruzione. Mykhailo Fedorov afferma che il ministero ha già acquistato mirini di artiglieria a lungo raggio, ottenendo un risparmio del 16 per cento. “Il prossimo passo è il passaggio alle gare d’appalto per l’acquisto di droni”, spiega.




