Non è beneficenza aiutare l'Ucraina. Le polemiche su Zelensky ingrato verso gli alleati

Le visioni secondo cui un paese che lotta per la propria esistenza (e la nostra) si lagna, colpevolizza, allunga la lista delle richieste, e manco ringrazia. La ministra degli Esteri finlandese fa un po' di ordine: Kyiv "combatte per noi"
15 LUG 23
Ultimo aggiornamento: 03:59
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Milano. Nel blitz missilistico delle forze russe in Ucraina di giovedì notte sono stati intercettati dalla difesa aerea ucraina 17 missili russi diretti sulla regione di Odessa, di Mykolaïv e Dnipropetrovsk (uno è caduto ferendo un uomo a Kryvyi Rih). C’è un attacco ogni notte, c’è un attacco quasi ogni giorno, su tutto il territorio ucraino: morti, feriti, danni. La controffensiva procede, l’attenzione internazionale scema – è tornata la stanchezza occidentale per la guerra, la stanchezza che gli ucraini esausti non possono permettersi – e tutto il mondo discute offeso del tweet di Volodymyr Zelensky sulla Nato.
Il direttore delle ricerche dell’European Council on Foreign Relations, Jeremy Shapiro, ha trovato una formula molto ripresa per descrivere il comportamento di Zelensky: il presidente ucraino “ha adottato – ha detto al Washington Post – una diplomazia basata sulla colpevolizzazione” degli alleati, che gli ricorda “la mia nonna ebrea, gli ebrei sono gli ex grandi maestri di questa tecnica”. Continua Shapiro: “‘Non mi scrivi mai, non mi chiami mai, non mi mandi gli F-16’, è la sintesi del metodo usato da Zelensky per ottenere quel che vuole dall’occidente e dagli Stati Uniti”. Ti faccio sentire in colpa così mi mandi le armi e mi sostieni: secondo questa visione insomma un paese che lotta per la propria esistenza (e la nostra) si lagna, non si accontenta, colpevolizza, allunga la lista delle richieste, e manco ringrazia.
La ministra degli Esteri finlandese, raggiante perché il suo paese è entrato nella Nato ed è esponente di quel blocco di paesi che sa bene che la resistenza ucraina è la difesa dell’occidente intero non soltanto di quelli che geograficamente e storicamente temono la minaccia della Russia, ha rimesso in ordine le cose. “Noi occidentali dobbiamo capire – ha detto Elina Valtonen al Financial Times – che non stiamo facendo beneficenza, perché l’Ucraina sta lottando per noi. Gli ucraini lottano per la nostra libertà e per l’architettura di sicurezza europea”. Più che l’ingratitudine e la colpevolizzazione, conta che non stiamo facendo un favore all’Ucraina, è l’Ucraina che lo fa all’occidente.