Zelensky valuta la proposta di tregua e si allena ad agire senza coordinamento americano

Il presidente ucraino ha incaricato i suoi rappresentanti di contattare la squadra negoziale di Trump e chiarire i dettagli della proposta russa per un cessate il fuoco a breve termine. Nel frattempo, l’Ucraina sta colpendo con successo le infrastrutture petrolifere russe

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30 APR 26
Ultimo aggiornamento: 05:21 PM
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Foto Ansa

Kyiv. Il 29 aprile, il presidente russo Vladimir Putin, durante una conversazione telefonica con il suo omologo americano Donald Trump, ha proposto di dichiarare un cessate il fuoco con l’Ucraina in occasione delle celebrazioni del Giorno della vittoria, il 9 maggio. “Trump ha appoggiato attivamente questa iniziativa, sottolineando che la festività commemora la nostra comune vittoria sul nazismo nella Seconda guerra mondiale”, ha dichiarato in seguito il consigliere di Putin, Yuri Ushakov. Per la prima volta, la Russia chiede un cessate il fuoco per timore. Il giorno precedente, droni ucraini avevano colpito una raffineria di petrolio a Tuapse, nella regione di Krasnodar, e una stazione di pompaggio del petrolio nel territorio di Perm. Le grandi distanze non rappresentano più un ostacolo per i droni ucraini. Il 28 aprile, il ministero della Difesa russo ha annunciato che la parata del Giorno della vittoria in Piazza Rossa a Mosca si sarebbe svolta senza mezzi militari.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha incaricato i suoi rappresentanti di contattare la squadra negoziale di Trump e chiarire i dettagli della proposta russa per un cessate il fuoco a breve termine. “Scopriremo cosa si intende esattamente: poche ore di sicurezza per la parata a Mosca o qualcosa di più”, ha dichiarato Zelensky in un comunicato. Il presidente ucraino propone un cessate il fuoco a lungo termine, non solo di 24 ore. Ma non è chiaro se la parte americana troverà il tempo di fornire questi chiarimenti agli ucraini, dato che i contatti tra Kyiv e Washington non sono attualmente ai massimi livelli. L’ultima conversazione telefonica fra Trump e Zelensky è stata il 25 febbraio scorso. Ai primi di aprile, il capo dell’ufficio presidenziale, Kyrylo Budanov, aveva dichiarato in un’intervista a Bloomberg che una delegazione statunitense guidata dall’inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, e dal genero del presidente americano, Jared Kushner, avrebbe potuto visitare Kyiv dopo Pasqua. Ciò non è mai avvenuto e non se ne parla più negli ambienti politici ucraini. “Sembra che a questo punto gli Stati Uniti si stiano ritirando dai negoziati”, suggerisce Viktor Shlynchak, direttore del think tank Institute of World Policy. “La questione ucraina non è una priorità per Trump in questo momento”, ha dichiarato. E non solo per via della situazione in medio oriente, ma anche per la frustrazione dovuta alla mancanza di progressi.
Ciò è evidente persino nel livello di rappresentanza statunitense in Ucraina. Da un anno non viene nominato un nuovo ambasciatore americano. La precedente ambasciatrice, Bridget Brink, si è dimessa nell’aprile del 2025 per divergenze con le politiche di Trump. E anche l’incaricata d’affari americana in Ucraina, Julie Davis, arrivata a Kyiv dopo di lei, lascerà presto l’incarico, secondo il Financial Times e per lo stesso motivo di Brink. Nel frattempo, l’Ucraina sta colpendo con successo le infrastrutture petrolifere russe, e la Russia sta rispondendo nel solito modo. Dopo il colloquio fra Putin e Trump, l’esercito russo ha bombardato Odessa. Venti persone, di età compresa tra i 17 e i 70 anni, sono rimaste ferite e sono stati danneggiati edifici residenziali, un hotel, un asilo, un parcheggio e dei garage. “Stanno attaccando Odessa per impotenza, perché Perm è in fiamme e Tuapse non si spegne”, afferma la giornalista di Odessa Olena Balaba.
La mattina del 30 aprile, la Russia ha bombardato anche Dnipro. Un drone ha colpito un autobus di linea, ferendo 11 persone che si trovavano nelle vicinanze. Un drone russo ha anche attaccato una fermata dei mezzi pubblici a Kherson, uccidendo un uomo. “Stanno attaccando per fare effetto sui russi. Dopotutto, Putin non è mai riuscito a conquistare Kyiv in tre giorni e a organizzare una parata lungo la via Khreshchatyk”, commenta Balaba facendo riferimento alla via principale del centro della capitale ucraina che taglia in due Piazza Indipendenza.
Tuttavia, Kyiv continua a ricevere armi americane, acquistate dai paesi della Nato nell’ambito del programma Purl. Pertanto, la perdita di interesse di Trump per l’Ucraina non sembra destare molta preoccupazione. “Dopo il recente viaggio di Zelensky in medio oriente e l’assistenza fornita dagli esperti ucraini nel respingere gli attacchi dei droni iraniani, l’Ucraina ha dimostrato una nuova capacità di agire”, ha detto Andriy Sybiha, ministro degli Affari esteri. Secondo il capo della diplomazia ucraina, molti partner in Europa e nel mondo hanno compreso che l’Ucraina contribuisce alla sicurezza. “Abbiamo iniziato a parlare in modo diverso”, ha affermato il ministro durante un incontro con i giornalisti che si è tenuto a Kyiv il 21 aprile, a cui ha partecipato anche Il Foglio.