Perché c’è un problema (serissimo) con i pornoattori giapponesi
E’ una vita dura, quella dei pornoattori giapponesi. Prendiamo Ken Shimizu, meglio conosciuto come Shimiken. Ha 35 anni, di cui diciotto di onorata carriera, settemilacinquecento film all’attivo, ottomila donne nel suo carnet, ed è il pornoattore più famoso del suo paese (“o meglio, i suoi sedici centimetri lo sono”, dice la scheda online). Ma Shimiken non fa che lamentarsi.
10 AGO 20

[**Video_box_2**]In ogni caso, l’economia è in sofferenza. Ha fatto notizia qualche giorno fa il caso di Rola Misaki, una famosa pornostar giapponese, “acquistata” letteralmente da un tycoon cinese per 8 milioni di dollari in cambio di un’esclusiva di quindici anni: “Lo yen è debole, la Cina può comprarsi ciò che vuole in Giappone”, scriveva furibondo il tabloid online Tokyo reporter. “E’ il lavoro dei miei sogni, e qualcuno dovrà pur farlo”, dice Shimiken. Ma la preoccupazione è che le vendite, già in declino, possano diminuire ancora: nessuno ha voglia di vedere film sempre con gli stessi protagonisti.
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È nata il 4 luglio. Giornalista del Foglio da più di un decennio, scrive soprattutto di Asia orientale, di Giappone e Coree, di Cina e dei suoi rapporti con il resto del mondo, ma anche di sicurezza, Difesa e politica internazionale. È autrice della newsletter settimanale Katane, la prima in italiano sull’area dell’Indo-Pacifico, e ha scritto tre libri: "Sotto lo stesso cielo. Giappone, Taiwan e Corea, i rivali di Pechino che stanno facendo grande l'Asia", “Al cuore dell’Italia. Come Russia e Cina stanno cercando di conquistare il paese” con Valerio Valentini (entrambi per Mondadori), e “Belli da morire. Il lato oscuro del K-pop” (Rizzoli Lizard). È terzo dan di kendo.




