Laurie Anderson, che adesso è la sua consorte, in un recente incontro ci disse che Lou non stava bene per niente, anzi che era stato sul punto di morire in primavera. Poi c’è stato un ricovero d’urgenza questa estate, col fegato trapiantato che funziona a intermittenza. Lui in giro non si fa vedere più e quando di rado appare ha quell’aria sempre serissima, come l’artista austero che è voluto diventare, chiuso, severo, duro. Non era mica così, prima – quando ci fece impazzire. La prima volta che capitò di vederlo dal vivo fu al laghetto di Crystal Palace, nel tour che lanciava “Transformer”. Camurri Lou Reed, ricordo di un anti poeta