Qualche riflessione a freddo dopo la “seconda strage di Denver”, perpetrata dal ventiquattrenne James Holmes, mentre si è creato uno scenario emotivo complesso e confuso, col processo al responsabile che comincia subito, con i cinema in città dove si proietta la pellicola di Batman che si riempiono, coi superstiti che si sposano (come in un film) e con Barack Obama che nel fine settimana arriva a dare conforto, senza risposte efficaci, ma dicendo almeno una cosa giusta, allorché afferma d’essere lì come padre angosciato prima che come presidente decisionista.