Era ovunque, l’indistruttibile asbesto, l’incorruttibile amianto. E noi, ignari in una nuvola di morte, inebriati dalla malìa del progresso, circondati dal male. Ferri da stiro, tetti, guanti da forno, schermi cinematografici, filtri per pipe e sigarette mentolate, asciugacapelli, carrozze ferroviarie, navi, vernici, assorbenti interni, scuole, linoleum, tubature, scappamenti o freni per auto, canne fumarie, guanti e vestiti ignifughi, persino i ripiani dei forni per il pane e la pizza o i filtri per il vino, tutto sprigionava la polvere grigiastra che fa impazzire le cellule. Leggi anche La breve storia dell'eternit: da materiale ecologico a veleno mortale di Maurizio Stefanini - l'editoriale Il giudizio difficile e semplificatorio