Un Gran Tedesco come Johann Wolfgang Goethe, in viaggio lungo questa Italia consumata dalla lunga recessione, come troverebbe “il paese dove fioriscono i limoni”? In mezzo a quali rovine si farebbe ritrarre, invece dei templi e delle urne coperte di mirto e alloro? Ebbene, immaginiamo il poeta che lascia oggi Weimar da lui stesso amministrata e rinata a miglior vita dopo la fine del comunismo, gremita di ingegneri e architetti sfornati dalla Bauhaus Universität; scende lungo l’Autobahn gremita di Volkswagen, Audi, Mercedes e Bmw; attraversa le Alpi dove si parla tedesco fino a Rovereto e, giunto alla pianura sorvegliata dalla opulenta Verona, scopre che una leva di menti creative ha preso il comando per trasformare comuni, città, regioni, dalla provincia del nord ai borghi del centro, dalle metropoli del sud fino alla capitale.