Può capitare, certo, può capitare di pensare che ne scriva male della “Traviata” in scena perché lui, al Teatro alla Scala di Milano, è solo un asterisco indesiderato. E’ “persona non grata” nientemeno, come ha sottoscritto Stéphane Lissner, il sovrintendente, notificandolo – come lo notificò, a suo tempo, il 7 aprile 2013 – a Ferruccio de Bortoli. Ma il lettore del Corriere della Sera, scorrendo già le righe della prima nota redatta nella sera di Sant’Ambrogio, a sipario appena chiuso, sa che Paolo Isotta, fosse pure con levità irragionevole, ha ragione.