Scrivere di Adolf Hitler è come spararsi un colpo in bocca a Notre Dame, non c’è dubbio, solo che “Lui è tornato”, s’è svegliato a Berlino, immerso in un olezzo di benzina: “Forse Eva” – si chiede, spolverando la propria uniforme – “voleva smacchiarmi la giacca?”. Lui è tornato e, in pochi mesi, ha già macinato in Germania oltre seicentomila copie del libro scritto da Timur Vermes (edito in Italia da Bompiani). E’ tornato Lui ed è così plausibile in questo suo tornare che i lettori, pagina dopo pagina, non si chiedono “chissà come va a finire”, piuttosto: “Vediamo come va a ri-cominciare”.