La portavoce della Manif pour tous, Ludovine de la Rochère, ha spiegato giovedì scorso al Figaro che il suo movimento non presenterà proprie liste alle europee ma che appoggerà i candidati che si impegnino a siglare, come già era avvenuto per le municipali francesi, una carta in difesa della famiglia intesa come “padre-madre-figli”. La rappresentante della Mpt ha detto che “l’offensiva di una lobby gay, minoritaria ma molto organizzata, impone da Bruxelles un gran numero di testi per far avanzare le proprie rivendicazioni". Detta in modo sintetico ma efficace, la realtà è quella descritta dalla portavoce della Manif pour tous. Non ci sono rivendicazioni popolari, dietro all’affermarsi di quelli che si definiscono “nuovi diritti”, la cui caratteristica è generalmente quella di ridimensionare i vecchi diritti.