Poco tempo fa, lasciando scivolare lo sguardo sulla vetrina di una grande libreria bolognese, ho visto una macchia di colore che la mia mente ha identificato subito come una copertina attribuibile indifferentemente a un volume di Giordano o Ammaniti, Murgia o De Silva. Quella macchia disegnava un mezzo volto infantile incorniciato dal fogliame, con occhioni di vetro, ciuffo e lentiggini: era una di quelle innumerevoli icone da stilista o profumiere che vogliono “colpire”.