"Habemus papam" non me lo posso perdere, è ovvio. Ma sono contento perché vado a vederlo in compagnia. E che compagnia. Si tratta del monaco benedettino Elmar Salmann, tedesco trapiantato a Roma da decenni, teologo raffinato e non solo. E’ un uomo che il mondo lo conosce, lo frequenta e studia da una vita. E i molti piani che il film di Nanni Moretti attraversa non lo trovano impreparato. Ha letto tutto Freud, ha pure lavorato dieci anni in un manicomio come cappellano. Leggi Atei papisti e devoti di Giuliano Ferrara - Leggi Annuntio vobis gaudium magnum, è tornato un grande Moretti di Mariarosa Mancuso - Leggi la recensione del film Lettori del Foglio on line, cosa ne pensate? Dite la vostra su Hyde Park Corner, Twitter o Facebook