Un mio amico da anni, alto, bello, padre e marito affettuoso, appena si siede al tavolo da gioco si trasforma: aggressivo con punte di paranoia, un umore che va su e giù e produce a volte incompatibilità e frizioni anche tra noi. Il giovedì pomeriggio, poi, è proprio intrattabile: vive confinato in un altro mondo e non si lascia nemmeno avvicinare. Chi frequenta gli ippodromi magari lo ha anche incontrato, mentre saggia la consistenza del terreno, cronometra i tempi di ogni singolo cavallo in rettilineo e in curva, ne studia la morfologia.